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La Casa si prepara a vivere la Giornata del Migrante

12 gennaio 2018

Una riflessione di don Colmegna che parte dal messaggio di Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato di domenica 14 gennaio


La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, promossa dalla Chiesa per domenica 14 gennaio, è segnata dalle drammatiche notizie dei
naufragi che continuano ad avvenire nel mar Mediterraneo. Come comunità cristiana e come operatori dell’accoglienza siamo profondamente interrogati da questi avvenimenti, che si ripetono ormai nella quasi totale indifferenza.

Prendersi cura di ogni essere umano costretto a lasciare la propria patria alla ricerca di un futuro migliore, è una grande responsabilità, che la Chiesa intende condividere con tutti i credenti e gli uomini e le donne di buona volontà, i quali sono chiamati a rispondere alle numerose sfide poste dalle migrazioni contemporanee con generosità, alacrità, saggezza e lungimiranza, ciascuno secondo le proprie possibilità”, scrive Papa Francesco nel suo messaggio per questa giornata.

Sollecitati dalle parole del pontefice, alla Casa della carità vogliamo chiederci come poter riempire di contenuto la giornata che ci apprestiamo a vivere. Per questo, abbiamo deciso di aprire l’appuntamento del Cammino di Spiritualità di domenica 14 gennaio a tutti coloro che vorranno riflettere insieme a noi e pregare per i migranti e i rifugiati. La mattinata comincerà alle 9 e si concluderà con la celebrazione dell’Eucarestia alle 12.

Vogliamo così raccogliere l’invito di Papa Francesco a favorire la cultura dell’incontro, soffermandoci a riflettere su come poter mettere in pratica i quattro principi da lui indicati per questa giornata: accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti. Quattro verbi che ripropongono i temi dell’ospitalità e della promozione di una cultura dell’accoglienza, riaffermando il fatto che è possibile affrontare il fenomeno migratorio in termini non emergenziali, lasciando intravedere tutta la fecondità del messaggio evangelico “ero straniero e mi avete accolto”.

Ripensando di nuovo alle notizie di questi giorni, è chiaro che le politiche di chiusura degli ultimi mesi stanno rivelando tutta la loro miopia, dimostrandosi una soluzione provvisoria e ben lontana da quelle che servirebbero per gestire un fenomeno tanto complesso, che andrebbe governato con politiche di lungo periodo, rispettose dei diritti umani e capaci di garantire coesione sociale. Non è infatti un successo poter dire che si sono ridotti gli sbarchi, perché, come dice sempre Francesco, basta un solo morto per interrogarci profondamente.

Il messaggio del Papa, infine, dà forza al nostro agire quotidiano e ci spinge a continuare verso l’obiettivo che da tempo ci siamo posti: cambiare la narrazione sul fenomeno migratorio, per non vederlo più con paura, ma come opportunità di relazione, incontro, crescita reciproca, come dimostra lo straordinario patrimonio di solidarietà diffuso nel Paese, che abbiamo conosciuto nei mesi scorsi grazie alla campagna Ero Straniero.


[Foto di Francesco Falciola]

 
 

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