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Come può la memoria parlare ai giovani?

L'operatrice di Casa Francesco Gaia Lauri ha partecipato all'incontro promosso da Gariwo, la Foresta dei Giusti

5 febbraio 2020

Mercoledì 29 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria 2020, Gariwo - la Foresta dei giusti ha organizzato l'incontro "Storie di bambini invisibili. Un viaggio dalla Shoah al tempo presente", che ha coinvolto circa 600 studenti di alcuni licei di Milano e di qualche scuola media. 

Alla mattinata hanno partecipato il nostro presidente don Virginio Colmegna e l'operatrice Gaia Lauri, educatrice di Casa Francesco, la comunità per minori stranieri non accompagnati e neo maggiorenni della Casa della carità.

Abbiamo chiesto a quest'ultima di raccontarci com'è andata: "Tema della giornata era non solo la commemorazione di ciò che è stato ma anche l’apertura alla riflessione sul presente. Focus di ogni intervento sono stati i bambini: a partire dai bambini uccisi e allontanati dalle loro famiglie durante il genocidio degli armeni, ai bambini ebrei (e non) rinchiusi nei ghetti e ammazzati durante il nazismo, per poi arrivare ai bambini di oggi che si trovano a scappare e partire per altri Paesi dove, forse, troveranno accoglienza", esordisce.

E continua: "Si è trattato proprio di un viaggio nella storia guardato con attenzione e grande commozione dai ragazzi presenti nel teatro del Pime. In particolare le testimonianze dirette di chi è stato salvato, ieri nel ghetto di Varsavia, e oggi nel percorso di accoglienza in Sicilia, hanno fatto scaturire emozioni, domande, grandi curiosità e non da ultimo gli abbracci e i ringraziamenti".

"Ciò che mi rimarrà maggiormente impresso
di questa giornata è un ragazzo di 12 o 13 anni che alzandosi in piedi con voce tremante ha ringraziato pubblicamente Salimina, un giovane gambiano che ha raccontato la sua storia e il suo percorso in Italia da minore straniero non accompagnato. Lo ha ringraziato del coraggio, della tenacia e di essere così bravo a parlare in italiano così da raccontare a tutti loro la sua storia".

"Assieme all’intervento di don Virginio che ci ha provocati spiegandoci come funziona l’accoglienza dei minori in Italia, questa è stata per me l’occasione di parlare ai ragazzi del lavoro che tutti i giorni svolgo: abbiamo raccontato di Casa Francesco, gli appartamenti per l’autonomia che oggi accolgono sette ragazzi i quali si stanno conquistando con tenacia il loro futuro. Abbiamo raccontato da dove vengono, come arrivano, perché e soprattutto come si vive in questa Casa e che cosa ciascuno di loro è chiamato a fare", aggiunge.

Conclude Gaia: "Infine mi sono permessa anche di dilungarmi sul perché faccio questo lavoro e perché mi piace, di quali siano le difficoltà ma soprattutto le gioie di questo lavoro che, in fin dei conti, assomigliano molto alle gioie che si provano quando vedi crescere e fiorire una nuova pianta".

 
 
L'intervento di Gaia. Foto dal sito Gariwo.net
 
 

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