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Casa della Carità
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Una Casa tra foresteria e monastero

Per una spiritualità alla Casa della carità

Il binomio foresteria - monastero vuole essere un’immagine per tradurre l’intuizione dalla quale l’avventura di Casa della carità ha preso avvio ed è diventata, ormai, esperienza quotidiana. Innanzitutto, una casa posta alla periferia della città, nel mezzo della vita e dei bisogni di tanti uomini e donne, delle contraddizioni e delle risorse della nostra società e della nostra chiesa.

Così, la casa si fa ogni giorno foresteria per quanti bussano e chiedono, per quanti hanno bisogno di essere ospitati. In quest’esperienza non si incontrano solo le fragilità umane ma la ricchezza, l’unicità, la preziosità di ciascuno.
Tutto questo non lascia indifferenti e non riduce la generosa operosità a semplice mestiere; al contrario, l’esperienza dell’ospitare lascia tracce profonde delle relazioni costruite, apre domande sul senso profondo della vita umana, genera indignazione verso le ingiustizie sociali, chiama in causa persino Dio.

Per questo, proprio perché custodisce la vita fragile e preziosa di ciascuno Casa della carità diviene anche monastero: non nel senso di un luogo di fuga ma, al contrario, di interiorizzazione e interrogazione profonda della realtà quotidiana. Solo così il fare quotidiano diviene generatore di una cultura nuova per la società, promotore di valori autentici perché incarnati nelle storie delle persone e esperienza di chiesa che riparte dalle periferie.


La stagione ecclesiale inaugurata dal pontificato di Francesco ci spinge ancora di più a spendere energie per essere chiesa ospedale da campo senza smarrire il senso profondo dell’agire, cioè la gioia della buona notizia rivolta ai poveri, a ciascuno di noi; e una chiesa che si pone a lavorare accanto a tanti uomini e donne che si fanno carico responsabilmente del bene di tutti e di ciascuno.
Anche noi siamo invitati a riscoprire che «la cultura ecologica […] dovrebbe essere uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma ad una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico» (Laudato Si 111).

Foresteria e monastero vuole essere, allora, il nome di una ricerca aperta a tutti coloro che vogliono lasciarsi interrogare dall’esperienza dell’ospitalità; un vero e proprio laboratorio culturale, di spiritualità, eticamente motivato, culturalmente innovativo, professionalmente vissuto.



Calendario e relatori

Sabato 16 febbraio e sabato 23 marzo 2019 presso l’Auditorium di Casa della Carità Dalle 10.00 alle 12.30 
Guida gli incontri il professor Bolis don Ezio, docente di Teologia spirituale presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale 

Contatti

Desiderando che questo cammino sia un tempo di ricerca, chiunque abbia riflessioni da condividere o materiali da suggerire può scrivere al seguente indirizzo: [email protected]

 
 

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