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Casa della Carità
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La Casa della carità accoglie 
i profughi della stazione centrale

Aggiornamenti

19 giugno 2015

Nella giornata di ieri, tutti i profughi rimasti hanno ripreso il loro viaggio verso Nord. Li abbiamo salutati, abbiamo fatto loro un grande in bocca al lupo e abbiamo iniziato le pulizie dell'auditorium ora vuoto.
Grazie di cuore a tutte le persone che, in questi giorni, ci hanno incoraggiato e sostenuto, rispondendo al nostro appello per l'accoglienza gratuita e non convenzionata di queste persone. 

La vostra vicinanza ci spinge, ancor di più a continuare a lavorare per trovare nuove e innovative soluzioni per l'accoglienza di profughi e migranti. 

17 giugno 2015

Questa mattina nell'auditorium della Casa erano ancora ospitati in 27 tra uomini e donne, quasi tutti provenienti dall'Eritrea. 
Tutti molto giovani, parecchi disorientati e titubanti sul proseguo del loro viaggioa causa delle notizie provenienti dai confini italiani.
Le altre persone accolte, invece, sono già tutte ripartite alla volta di altre destinazioni in Europa. 



14 giugno 2015

Complessivamente, tra giovedì e venerdì, la Casa ha dato accoglienza a 140 profughi in transito da Milano. Resteranno nella nostra sede di via Brambilla fino a quando riprenderanno il loro viaggio alla volta dei Paesi del Nord Europa


***

12 giugno 2015

Una sistemazione temporanea è stata allestita per 98 persone in auditorium. “Lo facciamo gratuitamente per dare il nostro contributo in una situazione drammatica” ha dichiarato il presidente don Colmegna

“Non potevamo restare insensibili di fronte alle immagini di tante mamme con bimbi piccoli, di tante persone spossate dopo un viaggio lungo e accampate per terra nel mezzanino della Stazione Centrale.

In Casa della carità non c’è un posto libero, tutte le stanze sono occupate dai nostri ospiti, e così abbiamo per l’ennesima volta aperto il nostro auditorium dove abbiamo sistemato le brandine della protezione civile”.

Racconta così, don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione Casa della carità, l’accoglienza emergenziale, temporanea e gratuita di 98 profughi, in larga maggioranza provenienti dall’Eritrea e dalla Siria, ospitati da giovedì sera nella struttura di via Brambilla in accordo con la Prefettura e il Comune di Milano. 

Nella sede della Fondazione in via Brambilla, uomini, donne e tanti bambini hanno potuto finalmente riposare, rifocillarsi in mensa con pasti caldi, farsi una doccia e utilizzare tutti i servizi, medico e legali, della Fondazione. Come un anno fa, peggio di un anno fa.

Nel 2014, ricorda don Colmegna, sono stati oltre 500 i profughi ospitati nella sede della Casa  a seguito dell’emergenza Siria: “Quelli che sono arrivati giovedì sera, se possibile, erano in condizioni peggiori, con i volti segnati dalla stanchezza, i bimbi senza più lacrime, le persone disorientate”.


“Abbiamo deciso di fare la nostra parte, perché crediamo nell’accoglienza e per respingere ogni tentativo di fomentare la chiusura e l’egoismo”, spiega don Colmegna. Ma ora è necessario pensare all’immediato futuro delle persone che continuano a transitare da Milano.

Occorre, riassume, il presidente della Casa della carità, che istituzioni pubbliche e private, amministrazioni locali e governo, associazionismo e volontariato laico e religioso, terzo settore e non profit, si mobilitino per predisporre un piano concreto, serio e adeguato di accoglienza per i profughi in transito.

“Chiedo a chiunque sia disponibile di incontrarsi per discuterne e per affrontare urgentemente il problema: Milano ha la capacità, i mezzi, la volontà per essere d’esempio, per individuare soluzioni e nello stesso tempo per battere l’indifferenza e l’ostilità che molti cercano di aizzare”.


[sopra, i profughi siriani arrivati alla Casa nel 2014
e accolti nell'auditorium della fondazione dagli operatori, con anche l'aiuto degli ospiti]

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