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Diario da Mumbai

20 febbraio 2015

Racconti e impressioni di Marzia Ravazzini che, per il centro studi SOUQ della Casa, è in India. Immagini e riflessioni dallo slum di Dharavi

Per due mesi, Marzia Ravazzini, che per il Centro Studi Sofferenza Urbana della Casa (SOUQ) si occupa del coordinamento e della ricerca, sarà a Mumbai, in India.

Il suo obiettivo è realizzare uno studio nella comunità di Rajiv Gandhi Nagar, all’interno dello slum di Dharavi, una delle baraccopoli più grandi del mondo e una delle zone più densamente popolate del pianeta. 


Il risultato del suo lavoro verrà inserito all’interno della ricerca “Accesso alla cura per le persone vulnerabili delle grandi città” curata dalla stessa Marzia Ravazzini, antropologa, insieme all’infettivologa della Casa Gaia Jacchetti. La ricerca è realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Beni ambientali e culturali dell’Università degli Studi di Milano.

Delle baraccopoli indiane il SOUQ si era già occupato nel 2012, quando ospite dell’annuale convegno del centro studi è stato l'antropologo e sociologo di origine indiana Arjun Appadurai che tenne una lectio magistralis dedicata proprio alla “democrazia profonda” dei poveri di Mumbai.

Per otto settimane, Marzia frequenterà la città di Mumbai e lo slum di Dharavi, conoscerà le persone che vi abitano e interagirà con i pazienti del Chota Sion Hospital, un ospedale pubblico che sorge proprio nei pressi della baraccopoli.

Questi sono i suoi racconti e le sue impressioni, le immagini che ha raccolto e l’hanno colpita:

1. Silenziosa violenza.
2. Qui in città si mangia ancora poco.
3. Il lavatoio di Mumbai.
4. Dilip, il ciabattino.
5. Orti di megalopoli.
6. Vite in "prima linea".
7. Movin Mumbai.
8. Arte in mutamento.
 
 
 

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