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Una domenica di formazione

21 gennaio 2015

Il 25 gennaio, riprendono gli appuntamenti per i volontari della Casa e dell’associazione Articolo 21. Il primo incontro è dedicato al tema del cambiamento

Formazione. Da sempre è uno dei capisaldi dell’operato della Casa della carità e per questo, con l’anno nuovo, riprendono anche i momenti formativi dedicati ai volontari della Fondazione.

L’appuntamento è per domenica 25 gennaio alle ore 10 quando, nella nostra sede di via Brambilla, si riuniranno i volontari della Casa e quelli dell’Associazione Articolo 21 che ormai da oltre un anno prestano servizio per la Fondazione.
Tema della giornata, organizzata da Silvia Landra con Fiorenzo De Molli, saranno le possibilità di cambiamento di chi si rivolge a servizi e strutture per persone in difficoltà, proprio come la Casa.

L’incontro, il primo del 2015, si inserisce di un percorso iniziato già lo scorso anno quando, tra maggio e giugno, sono stati organizzati tre momenti di formazione all’interno del carcere di Bollate. “Tra i nostri volontari ci sono anche tanti detenuti dell’Associazione Articolo 21” – spiega Fiorenzo De Molli. “Portare queste lezioni in galera dai volontari-detenuti e aprirle anche agli altri è stata la cosa più naturale e facile”.

Una scelta che può apparire insolita, ma che è stata molto apprezzata dai partecipanti, sia dai detenuti che dai volontari della Fondazione che, in alcuni casi, hanno fatto ingresso per la prima volta nella loro vita in un istituto di pena. È il caso di Pinuccia, che frequenta la Casa ormai da diversi anni, occupandosi del centro d’ascolto.

“Mi reputo una persona abbastanza aperta, ma mi sono accorta di avere comunque dei preconcetti che, passata l’ansia iniziale, ho potuto superare grazie a quegli incontri. Anzi, dopo la visita in carcere, mi si sono aperti molti interrogativi” spiega.

Le fa eco Matilde Brockhaus, presidente dell’Associazione Volontari Casa della carità. “Ricordo con piacere soprattutto l’ultimo incontro per il quale i volontari dell’Associazione 21 luglio hanno preparato una sorpresa per noi che arrivavamo da fuori. Ci hanno organizzato una festa con cibi e bevande: ho visto allegria, comunione e una forte disponibilità ad accoglierci, inaspettata e piacevole. Ai detenuti brillavano gli occhi e credo, da parte nostra, siano caduti parecchi preconcetti”.

Una convivialità che verrà replicata anche domenica, con il pranzo tutti insieme alla mensa della Casa. “Il percorso dello scorso anno è stato molto positivo” conclude Matilde. “Ora siamo pronti a continuare, anche perché momenti come questi servono molto ad aumentare la conoscenza reciproca e a stimolare l’interazione, che poi sono gli obiettivi principali dell’Associazione Volontari Casa della carità”.


[nella foto sopra, una volontaria della Casa al corso di italiano per gli ospiti]

 

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