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Fontanesi e Colmegna firmano convenzione Bicocca-Casa della carità
Il rettore Fontanesi e don Colmegna firmano la convenzione
 
 

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Firmata la convenzione con l'Università Bicocca

Nascono sei gruppi di lavoro formati da operatori e ricercatori per capire come e perché i diritti vengono negati e cosa è possibile fare per riaffermarli

12 dicembre 2011

"Dai casi ai diritti". Si intitola così la convenzione firmata questa mattina dalla Fondazione Casa della carità e dall'Università degli studi Milano-Bicocca. Le due realtà collaboreranno unendo l'esperienza di chi ogni giorno affronta i casi con il lavoro sociale e le competenze di chi studia i diritti  dal punto di vista giuridico, sociale, statistico, economico. Il tutto al fine di creare buone pratiche di cittadinanza, ossia di formulare proposte concrete per le istituzioni.

A lavorare insieme ai docenti dell'ateneo, sarà l'area legale della Casa della carità. In particolare, il servizio "diritti e rovesci" che, in collaborazione con l'associazione Avvocati per Niente, vuole portare alla luce le problematiche individuali e trasformarle in questioni di ordine sociale e politico.

Sei gli ambiti sui quali il progetto si concentrerà: Casa e territorio, Minori, Persone migranti, Lavoro e fasce deboli, Carcere e Cie, Salute e servizi. Le stesse tematiche che erano state trattate, a maggio, nel corso del seminario "I costi della paura. I costi della sicurezza", che ha segnato l'inizio della collaborazione tra le due istituzioni. Ora il rilancio con la convenzione firmata nella sede dell'Ateneo dal rettore dell'università Marcello Fontanesi e dal presidente della fondazione Don Virginio Colmegna.

Presenti, tra gli altri, anche gli assessori comunali Cristina Tajani e Pierfrancesco Majorino i quali hanno sottolineato che il Comune è pronto a sostenere iniziative di ricerca come questa e ad «attingere ai risultati e alle proposte di soluzione che verranno formulate dai ricercatori».

I sei gruppi di lavoro, uno per ogni ambito, si riuniranno periodicamente e saranno composti sia da esperti universitari di alto livello sia da operatori sociali della Casa della carità e di altre realtà del privato sociale. Grazie a competenze ed esperienze diverse, i gruppi individueranno quelle situazioni in cui i diritti  sono compromessi o non rispettati, cercando  di capirne le motivazioni e, infine, proporranno soluzioni concrete ai problemi analizzati. Proprio per questo, il progetto vedrà la partecipazione anche di referenti istituzionali. Ai responsabili dei servizi di ciascuna area specifica che di volta in volta interverranno, verranno sottoposte proposte concrete e realizzabili.

L'idea di fondo è quella di una democrazia partecipativa, all'interno della quale chi conosce, vive e studia determinati problemi possa dare il suo contributo alle istituzioni non solo segnalandoli, ma anche suggerendo rimedi possibili e soluzioni soprattutto attraverso interventi sulle cause del disagio a livello ampio, più che con interventi sui singoli casi di disagio. Proprio per questo, la collaborazione tra Casa della carità e Università degli studi di Milano-Bicocca si concluderà con una pubblicazione che raccoglierà tutte le buone pratiche emerse durante i mesi di lavoro.

«L'università - ha detto il rettore Fontanesi subito dopo la firma dell'accordo - ha certamente uno spirito universale e internazionale, ma sorge anche in un territorio determinato. È quindi importante che svolga ricerca in modo attivo anche nel territorio nel quale è inserita. Territorio che, nel caso di questo progetto di ricerca, è esso stesso il laboratorio verso il quale docenti e ricercatori devono uscire per studiare e conoscere».

«La sottoscrizione di questo accordo che integra le attività di ricerca di un laboratorio sociale con quelle dell'università - ha aggiunto don Virginio Colmegna - è strategicamente importante e rilevante».

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