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Il nono anniversario della Casa tra crisi e speranza

Una settimana di eventi che chiude un anno certamente difficile, ma ricco di speranza. “Abbiamo mantenuto - dice don Colmegna - l'impegno a non essere solo un dormitorio, ma anche un laboratorio di socialità e cultura. Abbiamo però ancora bisogno di sostegno per continuare tutte le nostre attività anche nel 2014"

Nonostante la crisi, anche nel 2013 la Casa della carità è riuscita a confermare la vocazione per la quale nel novembre 2004 è stata inaugurata per volontà del Cardinal Martini. Sono stati intensi questi nove anni, nel corso dei quali l'accoglienza degli “ultimi” di Milano è stata sempre al centro dell'impegno della fondazione e alla base delle sue attività culturali di ricerca, studio e formazione.

L'impegno è di affrontare il nuovo decennio con decisione e coraggio e, per farlo, non si può prescindere dal tema della sostenibilità economica. Quest'anno il passivo della Casa è stato affrontato con interventi pesanti ma necessari: un piano triennale per contenere i costi che, tra l'altro, ha comportato il varo, nel mese di agosto, di un contratto di solidarietà che tutti dipendenti della fondazione hanno affrontato con forte senso di responsabilità e appartenenza.

Grazie al contributo erogato dalla Diocesi Ambrosiana e alle nuove convenzioni stipulate con il Comune di Milano, al sostegno dei donatori, all'impegno dei volontari e alla disponibilità di importanti fondazioni attive nel sociale come la Fondazione Cariplo, la Casa è riuscita a ridurre gran parte del suo deficit. Questo senza sacrificare nessuna delle sue attività. Né nell'accoglienza, né nella cultura.

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 (88.7 KB)Clicca qui per leggere il discorso tenuto da don Virginio Colmegna la serata del 19 novembre (88.7 KB).
 
 
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Anche quest'anno, infatti, la Casa ha dato ospitalità a 192 persone, che hanno portato il totale complessivo degli ospiti, in nove anni di attività, a 1705, provenienti da oltre 90 paesi diversi. Al centro d'ascolto della fondazione si sono rivolte 732 nuove persone, gli ambulatori hanno garantito 1930 visite mediche e psichiatriche, il servizio docce e guardaroba ha erogato 3.504 prestazioni, con 400 nuovi utenti mentre lo sportello legale ha dato consulenza a 730 persone.

In parallelo, la fondazione ha continuato a promuovere numerose iniziative culturali, la maggior parte delle quali a costi molto contenuti grazie alla collaborazione con istituzioni e associazioni e alla disponibilità di invitati, ospiti e relatori a partecipare in modo gratuito. Il Centro Studi Sofferenza Urbana SOUQ ha organizzato il SOUQ Film Festival e ha portato per la prima volta in Italia il sociologo e antropologo statunitense Arjun Appadurai per una lectio sull'empowerment. La Biblioteca del Confine ha intensificato i rapporti e moltiplicato i progetti con le scuole milanesi. Insieme al Conservatorio di Milano, la Casa dello spirito e delle Arti e l'iBVA, la fondazione ha fatto partire il progetto dell'Orchestra dei Popoli “Vittorio Baldoni”. Nell'auditorium dedicato a Teresa Pomodoro ha ospitato il ritorno di Eugenio Barba, fondatore dell'Odin Teatret, la presentazione dell'indagine “Gli Italiani e la carità” di AstraRicerche, uno degli spettacoli della rassegna Ulissi organizzata dal Piccolo Teatro di Milano all'interno della quale sono state raccontate anche le storie di alcuni ospiti e la presentazione della campagna di comunicazione “Tre Erre” contro la discriminazione dei cittadini rom. Insieme all'iBVA, è stata organizzata una serata dedicata al tema del viaggio in cui sono state esposte le opere realizzate nel corso di alcuni laboratori di pittura dai minori stranieri non accompagnati ospiti della fondazione, gli stessi ragazzi che a settembre hanno dipinto con il writer Bros il murales che è oggi visibile all'ingresso della Casa.

“Abbiamo mantenuto, nonostante la crisi, l'impegno a non essere soltanto un dormitorio, ma anche un laboratorio di socialità e cultura, per offrire a Milano quello sguardo sulla città che Martini ci aveva chiesto”, è il commento del presidente don Virginio Colmegna sul nono anno di vita della fondazione. “Ora però abbiamo ancora bisogno di sostegno” aggiunge.

“Il 2014, proprio per i riflessi di una crisi che continua, si preannuncia difficile per chi, come noi, vive di donazioni, progetti e convenzioni pubbliche” spiega la direttrice Silvia Landra. “Per proseguire nel nostro piano di sostenibilità e, soprattutto, far fronte alla domanda crescente di ospitalità e cura, abbiamo bisogno del sostegno continuo e costante dei tanti che ci sono vicini e dei tanti che vorranno condividere con noi valori e sforzi per una Milano più aperta, accogliente e inclusiva”. Per continuare, la Casa della carità si rivolge ancora una volta alla sua città, chiedendo proposte e donazioni.

Proposte: quali sono le priorità che la nostra città deve darsi per risolvere quei problemi che rendono pesante la vita quotidiana di molti e impossibile l'esistenza di tanti altri? Durante tutti gli eventi pensati per il nostro anniversario, si potrà rispondere a questo quesito consegnando le proposte agli incaricati della Casa oppure sarà possibile farlo sulla pagina Facebook e Twitter della fondazione usando l'hashtag #CDC9. Saranno un ricco bacino di idee dal quale la fondazione potrà attingere per pensare e realizzare le sue attività nel corso del nuovo anno.

Donazioni:
gran parte delle persone che vivono alla Casa della carità ricevono ospitalità e accompagnamento in maniera gratuita. Negli ultimi mesi sono state sottoscritte alcune nuove convenzioni con il Comune di Milano, ma la gratuità resta un principio da cui non si vuole derogare, perché la Casa vuole continuare ad accogliere chi nessun altro accoglie. Una scelta che si vuole difendere, ma che ha un costo, aggravato dalla crisi e dall'inevitabile calo delle contribuzioni da essa causato. Per questo, per poter portare avanti tutte le attività con la necessaria qualità, entro la fine dell'anno, servono 150mila euro, 150mila mattoncini per consolidare le fondamenta della Casa, 150mila attestati di sostegno, vicinanza e condivisione per proseguire sulla strada percorsa in questi nove anni.

“Sappiamo di aver chiesto già tanto ai milanesi negli ultimi mesi, ma – conclude don Colmegna – sappiamo anche quanto la carità sia contagiosa e la solidarietà necessaria. Se riuscissimo a raccogliere questa cifra potremmo, anche grazie ai sostegni istituzionali dei nostri garanti, affrontare il 2014 in maniera più serena, accogliendo quelle persone che, sempre più numerose, bussano alla nostra porta”.

 

 

Fondazione Casa della carità "Angelo Abriani" - via Francesco Brambilla 10 - 20128 Milano - C.F. 97316770151 - Credits

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