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"La mia guerra all'indifferenza" chiude la Società di lettura 2013

8 maggio 2013

Nell'aula magna del Liceo Volta, lunedì 3 giugno, la serata dedicata al volume di Jean-Sélim Kanaan, giovane cooperante, vittima di un'attentato a Baghdad nel 2003

Jean-Sélim Kanaan è una delle 22 vittime dell'attentato terroristico del 19 agosto 2003 al quartiere generale dell’Onu a Baghdad. Figlio di un diplomatico egiziano era nato a Roma e aveva tre nazionalità: italiana, francese ed egiziana.

Aveva da poco compiuto 33 anni e collaborava con l’Alto Commissariato Onu per i diritti umani. In precedenza aveva lavorato per una decina di anni come volontario delle Ong nei paesi in guerra,  in Somalia, in Bosnia, nel Kossovo. Era giovane con un lunga esperienza di aiuto alle popolazioni travolte da conflitti, costrette a scappare dal proprio paese, a rifugiarsi in luoghi quasi sempre poco accoglienti e molte volte ostili. Come disse di lui l’allora presidente dell’Onu Kofi Annan: “A trentatré anni aveva già dedicato metà della sua giovane vita alla battaglia per la giustizia e la libertà e lo aveva fatto dove conta davvero: sul campo, al fianco degli oppressi e dei diseredati della terra”.

Jean-Sélim lottava contro l’indifferenza verso il dramma di milioni di uomini, donne, bambini vittime innocenti di una violenza ingiusta e ingiustificata. E aveva descritto la sua battaglia in un libro “La mia guerra all’indifferenza”, uscito per la prima volta in Italia nel 2004, nel quale raccontava la sua storia, la storia di un ragazzo figlio di un “passaporto azzurro” (il passaporto diplomatico) egiziano di religione cristiana copta e di madre francese, vissuto a Roma, laureato ad Harvard, che amava il mare e la vela e che nell’inferno di Mogadiscio, nella guerra del 1992, era stato soprannominato “il bambino” . La storia di un impegno vissuto con slancio e determinazione, di una sofferta ricerca, di tante delusioni, frustrazioni, paure, stress e dell’impossibilità a tornare a vivere la normalità senza pensare a chi ti sei lasciato dietro, senza impazzire di fronte all’insensibilità e al disinteresse.

Oggi quel libro torna in libreria grazie al Saggiatore. Nella prefazione Adriano Sofri scrive: “Ho letto un libro e voglio parlarvene, perché vale la pena di essere raccontato”.

“La mia guerra all’indifferenza” lunedì 3 giugno alle ore 21 verrà presentato, commentato e discusso dagli studenti del Volta e dai giovani ospiti della Casa della carità, insieme a Laura Dolci Kanaan, moglie di Jean-Sélim, in un incontro organizzato nell’aula magna del Liceo Volta di Milano (via Settala 24) che conclude la stagione 2013 della Società di Lettura promossa dal Liceo Volta e dalla Biblioteca del Confine.

Un degno finale – protagonista la vita e il messaggio di un ragazzo di 33 anni che ha combattuto per i diritti dei più deboli in ideale sintonia con la missione e l’opera della Casa della carità – del ciclo di incontri della Società di lettura che ha visto una presenza numerosa e partecipata, riscuotendo il successo dei giovani presenti e dei molti autori che hanno voluto partecipare presentando i loro lavori.

 

[nell'immagine sopra, un taglio della copertina de "La mia guerra all'indifferenza" -
Jéan Selim Kanaan, Milano 2013]

 

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