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“Intorno al cibo”: al Piccolo Teatro il pane delle donne rom

5 marzo 2013

Giovedì 7 marzo, don Virginio Colmegna, insieme a Marco Paolini e a Eva Cantarella, partecipa al nuovo incontro della rassegna “Ulissi/Viaggio nelle odissee”

Un panino segno della loro tradizione, ma anche del loro riscatto. È quello che alcune donne rom distribuiranno giovedì 7 marzo a tutti gli spettatori dell'incontro “Non somigliava a un mangiatore di pane - Intorno al cibo", con Marco Paolini, don Virginio Colmegna ed Eva Cantarella.

Lo spettacolo, il quinto della rassegna “Ulissi/Viaggio nelle odissee” (che lo scorso mese ha fatto tappa nel nostro auditorium) si terrà al Teatro Strehler, e non al Mercato rionale di Piazza Wagner, dove era inizialmente programmato, a causa della grande richiesta di posti.

Cantarella, Colmegna e Paolini dialogheranno a partire da testi di Omero, Alessandro Manzoni e Pedrag Matvejević, in uno spettacolo che il regista Marco Rampoldi presenta così. “Il pane diventa metafora del rapporto con gli altri: negare il pane, significa negare la vita al prossimo, e questo porta alla disgregazione sociale, agli assalti ai forni di manzoniana memoria... Viceversa condividere il pane, significa fare veramente comunione, significa comunicare attraverso e ‘intorno’ al cibo, come simboleggiato dal topos del banchetto”.

Da qui, l'idea di offrire del pane a tutte le persone che interverranno. Non un pane qualsiasi, ma, il pane preparato dalle donne rom che, insieme alle loro famiglie e grazie all'accompagnamento del CeAS e della Casa della carità, hanno compiuto negli ultimi anni dei percorsi di autonomia e inclusione sociale.

Sono persone che si sono lasciate alle spalle la vita nei campi irregolari e che ora vivono senza problemi con i loro vicini e colleghi, cercando di assicurare ai loro figli un'istruzione e un futuro migliore. Alcuni hanno già trovato casa e lavoro. Altri sono ancora ospiti del CeAS dove, all'interno del progetto Villaggio Solidale, è nata l'idea di produrre questo pane a partire dall'esperienza quotidiana.

“È un cambiamento di prospettiva” spiega don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità e vice presidente del CeAS. "Il pane non viene più donato, spesso in maniera assistenzialistica, a chi è in difficoltà, ma viene offerto da queste persone a tutta la cittadinanza nel contesto di un significativo evento culturale. É un grande segno di condivisione e di riscatto, un'occasione per sconfiggere la diffidenza e creare coesione, la dimostrazione che dalla marginalità si può uscire proponendo percorsi adeguati e combattendo ogni forma di discriminazione".

“Al tempo stesso – conclude don Colmegna – questa iniziativa non vuole essere solo una testimonianza, ma un modo per fare emergere con forza il desiderio di autonomia di queste persone, la domanda pressante di opportunità di impiego che rilanciamo ad istituzioni e cittadinanza da un palco importante come quello del Piccolo Teatro”.


L’incontro-spettacolo “Non somigliava a un mangiatore di pane - Intorno al cibo" è a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per prenotare scrivere a comunicazione@piccoloteatromilano.it

[nella foto sopra, un momento dell'incontro - Repubblica.it]

 

Fondazione Casa della carità "Angelo Abriani" - via Francesco Brambilla 10 - 20128 Milano - C.F. 97316770151 - Credits

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