1. Vai al contenuto della pagina
  2. Vai al Menu Principale
Casa della Carità
dona ora
 
La cappella della Casa della carità
 
 

Contenuto della pagina

 

Battesimo del Signore

Is 55, 4-7; Sal 28; Ef 2,13-22; Lc 3,15-16. 21-22

13 gennaio 2013

“Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo mentre è vicino”, ci ha detto Isaia.
“Un tempo lontani, ora vicini grazie al sangue di Cristo”, dice Paolo.
Chi vi rende vicini, commensali con il Signore è Gesù, colui che come figlio dell’uomo si mette in fila per ricevere il Battesimo di Giovanni, che inaugura la nuova epoca messianica, quella della salvezza donataci dall’amore infinito del Padre che fa riposare sul figlio lo Spirito sottoforma di colomba, annunciando che quel Gesù è il figlio di Dio, l’Unigenito.

E’ il mistero della nostra fede che oggi abbiamo accolto scossi e interrogati dal mistero della croce. Quel Gesù che rivive il Battesimo dello Spirito, che rivela di avere in sé l’onnipotenza amorosa del Padre creatore e inchiodato a morire, muore da uomo giovane, dopo appena 33 anni, mistero incomprensibile, se non lasciandoci attrarre dalla passione creatrice di Dio, che ci insegna la nuova sapienza, che è quella dell’amore senza sconti e pretese, partecipe del mistero di redenzione e conversione. La nuova creazione è già presente, ha i suoi segni qui. E’ questa la nuova creazione, perché il primogenito è Gesù e la sua vita crocefissa è per annunciare che la vita, la nuova creazione è pace. “Egli è venuto ad annunciare pace”, dice Paolo. Non si è più stranieri, ma concittadini e familiari di Dio. ”E’ la nuova fraternità, il nuovo sguardo d’amore che deve accompagnare il nostro cammino. Convertirsi, ricreare e rinnovare la grazia battesimale è questo mistero che ci avvolge. Pace e riconciliazione sono il nuovo linguaggio, il nuovo alfabeto che rompe e supera la confusione dei linguaggi di Babele. Noi siamo figli del medesimo Padre, siamo segnati con il Battesimo da quella nuova avventura creatrice che è tutta da vivere ai piedi della croce, contemplando il mistero di Gesù, come abbiamo fatto oggi con alcuni di noi, nel silenzio di preghiera. Insomma, nel mondo dell’effimero, della illusione, essere possessori del tempo, nei tanti deliri di onnipotenza, nella violenza omicida che ha la sua invadenza e potenza che atterrisce, noi proclamiamo il Vangelo della pace, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti.

Il Battista indica al Messia, con l’umiltà di Colui che sa attendere e custodire le speranza dell’incontro con il Messia.
Proclamiamo oggi nel banchetto eucaristico che partecipiamo alla convivialità dei Figli di Dio, figli che hanno in se’ il sigillo della vita eterna, quella che si è fatta carico della morte, anche della brutalità del male sconfitta in Gesù.
Ecco perché gia’ora, da questo momento dobbiamo essere testimoni e annunciatori di quella nuova fraternità in Gesù che ha portato il suo seme nella storia che viviamo. Siamo chiamati a fare tesoro in noi di questo mistero di fraternità. Contemplare e consegnare a Lui, il Gesù amato, il nostro stupore, la nostra meraviglia per questa rivelazione, per questo avvenimento, che quell’uomo nato a Betlemme, ebreo come tanti, in fila per rivivere il Battesimo di Giovanni è il Figlio di Dio, l’amato in cui il Padre ha posto il suo compimento.
E da questa visione ne nasce quel sentimento di condivisione, di pace profonda che deve essere capace di fraternità. Essere stupiti dell’amore di Dio, vivere giorno dopo giorno questa ricerca di pace, che è in noi, che deve dilatarsi abbracciando i vicini, non solo i più lontani. Donaci  o Signore questo dono grande.

Noi contempliamo questo annuncio, proprio qui, in questa casa, nell’impegno di essere prossimi con quanti sono nelle favelas a rischio di sgomberi, di quanti affollano  le docce in questa città, dei tanti che dal mattino presto sono qui a chiedere ospitalità, ascolto, di quanti abitano qui. Siamo vicini a chi sta  vivendo la condizione tremenda del carcere con il suo sovraffollamento in condizioni disumane, con quanti sono ancora negli OPG, a quanti , dimenticati, vivono nella sofferenza urbana.Noi dovremmo prendere sul serio, di fronte al fiume di parole vuote, la sofferenza della gente, del dolore di chi sente su di se’ la sentenza  di una malattia che ha in se’ distruzione di vita. Sì, anche come Chiesa, come casa, come ciascuno di noi può fare e testimoniare, anche solo nel silenzio e la preghiera di intercezione.
Forse il Signore chiede di  non essere, di non stare nel silenzio, indifferenti o rassegnati; il Signore è in questa storia umana, confuso tra la folla che chiede perdono. Il Battista lo riconosce e lo indica. Signore aiutaci, la tua sapienza è follia e scandalo. Donaci di  essere mossi da questa tua compassione per l’umanità, per coloro che non contano perché solo  cosi’  testimoniamo che sei per tutti. E’ questa la passione per l’umanità’.
Grazie Signore, ti chiediamo di aiutarci.

Notizie SPIRITUALITÀ

  1. 20/05/19 | Strumentalizzazione politica dei simboli religiosi, la nostra preoccupazione e indignazione

    La modalità di propaganda vista in piazza Duomo non ha nulla a che fare con il Vangelo ed è incompatibile con il messaggio di Gesù.

     
  2. 15/05/19 | Le comunità islamiche incontrano la Casa della carità

    Mercoledì 15 maggio, un momento di preghiera e riflessione comune e rottura del digiuno

     
  3. 30/04/19 | "Condivido l'appello di Zamagni: il terzo settore riaffermi la propria attitudine a costruire coesione sociale"

    Una riflessione di don Virginio Colmegna dal suo blog "Non per me solo"

     
  4. 19/04/19 | «Abbiamo bisogno di una Pasqua di speranza» 

    Il messaggio di don Virginio Colmegna in occasione dei riti del triduo pasquale

     
leggi tutte le omelie

 
 

Il presidente della fondazione

Iniziative di spiritualità

La nostra newsletter

 
Torna ad inizio pagina