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Quando leggere rende liberi

30 ottobre 2012

Il progetto di Bibliorete dedicato al carcere di San Vittore è partito lo scorso giugno. Ha partecipato anche la nostra Biblioteca del Confine. E ora, Terre di mezzo ne racconta gli sviluppi

A un detenuto su quattro del carcere San Vittore a Milano piace leggere, e in particolare libri di sport, cinema, musica, cucina e gialli. È quanto emerge da un questionario sottoposto nel giugno scorso a 1.281 detenuti dell'antica casa circondariale nel cuore della città, che al suo interno ha sei biblioteche con circa 30mila volumi. In 434 hanno risposto e circa 300 hanno affermato che la lettura è importante per loro. "Lamentano la mancanza di libri giuridici e libri in lingua straniera", precisa Gloria Manzelli, direttrice dell'istituto.

Venerdì 26 ottobre, a Palazzo Marino, durante la seduta congiunta delle commissioni Cultura e carcere, sono stati presentati i risultati del corso di formazione per detenuti bibliotecari, realizzato da Bibliorete (della quale fa parte anche la nostra Biblioteca del Confine), un network di biblioteche milanesi creato da otto tra enti ed associazioni e il settore Biblioteche del Comune: 12 i detenuti che hanno seguito il ciclo di incontri per imparare ad usare gli strumenti informatici per la catalogazione dei libri.

Nell'ambito del corso è stato sottoposto il questionario a tutti i detenuti per capire quali libri vorrebbero leggere.
Ed è emerso anche che nelle biblioteche del carcere i libri arrivano solo grazie alle donazioni dei cittadini, ma non sempre la qualità dei titoli è buona. "Non abbiamo le risorse per fare acquisti mirati di volumi" aggiunge la direttrice.

Durante la seduta delle commissioni è emersa la proposta di coinvolgere librerie e cittadini perché donino libri per le carceri della città (oltre a San Vittore, anche Opera, Beccaria e Bollate), scegliendo generi e titoli da una lista di "desiderata" preparata in collaborazione con le associazioni che sono impegnate nelle carceri milanesi. Spetta ora al Comune trovare il modo di realizzare questa iniziativa.

Dario Palladini - Terre di mezzo
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