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Al via la sanatoria: “È necessario fare molta attenzione”

19 settembre 2012

Fino al 15 ottobre, per i lavoratori immigrati irregolari, è possibile avviare la procedura di regolarizzazione. Le indicazioni dell'area diritti della Casa

Finito il tempo dell’attesa, per i tanti immigrati impiegati irregolarmente in Italia è arrivato il momento della speranza: uscire dall’illegalità. È dalla sanatoria del 2009 che non si presentava quest’opportunità e, anche allora, fu limitata solo a colf e badanti. L’attuale sanatoria si è aperta sabato 15 settembre ed è rivolta a tutti i lavoratori irregolari che avranno un mese per autodenunciarsi sul sito del Ministero dell’Interno e avviare così la procedura di regolarizzazione.

Si tratta sicuramente di un’opportunità preziosa eppure Repubblica.it denuncia il rischio di un flop. I paletti previsti dal testo potrebbero essere un freno alle domande che, effettivamente, in questi primi giorni sono state poco numerose, meno di 7.500, secondo Il Fatto Quotidiano.

Il primo ostacolo sarebbero gli alti costi economici che, secondo le stime di Melting Pot, potrebbero anche superare i 4.000 euro, tra contributo forfetario e il semestre contributivo arretrato. C’è poi la grossa questione legata alla presenza in Italia del lavoratore che deve essere continuata dal 31 dicembre 2011 e certificata da un organismo pubblico. “Gli immigrati irregolari – ci spiega Laura De Carlo che si occupa dello sportello di tutela legale della Casa – si sono abituati a tenere la testa bassa negli ultimi anni, soprattutto da quando è stato introdotto il reato di immigrazione clandestina, e quindi hanno cercato di evitare l’incontro con l’istituzione. Per tante persone non sarà facile rispettare questo parametro, per questo voglio ricordare loro che per la sanatoria è valido un qualsiasi documento pubblico, anche le dimissioni di un pronto soccorso ospedaliero o, per esempio, una richiesta d’asilo; perfino un foglio di via”.

“In linea di massima – prosegue Laura – è meglio non pagare il contributo per la domanda prima della verifica dei parametri del lavoratore, ma anche del datore di lavoro perché il Ministero non rifonderà comunque il denaro versato”. C’è poi la grossa questione delle truffe, come già denunciato dal Corriere della sera. “Qualcuno – conclude il nostro avvocato – potrebbe offrire agli immigrati irregolari un falso lavoro dietro al pagamento di una cifra di denaro. Difficilmente una domanda falsa andrà in porto e la truffa non porterà in alcun modo all'acquisizione del documento di soggiorno. Nemmeno se denunciata. È necessario fare molte attenzione”. 

[una donna immigrata nel corso di una manifestazione
- foto: Flickr]


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