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Casa della Carità
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Una settimana al mare per i minori della Casa

5 settembre 2012

Nelle parole di uno dei nostri educatori, il racconto delle vacanze che alcuni nostri ospiti hanno trascorso in Toscana

Durante il mese di agosto, divisi in due gruppi che si sono alternati, i ragazzi della Casa hanno passato una settimana in Toscana, ospiti della fondazione Sasso di Maremma con la quale la Casa della carità collabora da tempo.

“L’idea di regalare una breve vacanza ai nostri minori”, spiega Silvano D’Aprile, un loro educatore, “è nata dalla consapevolezza che l’anno appena passato è stato faticoso e denso di difficoltà. Una volta arrivati alla Casa, i ragazzi hanno dovuto imparare a convivere tra loro e con gli altri ospiti, condividendo i loro spazi e le loro giornate. Hanno affrontato l’impegnativo corso di lingua italiana e il complicato iter burocratico per ottenere documenti in regola”.

Il periodo che i ragazzi hanno passato in Toscana ha rappresentato la possibilità di trovarsi in un ambiente più rilassante e meno caotico di quanto non possa essere Casa della carità.
In vacanza, i nostri giovani hanno ritrovato un’atmosfera ancora più raccolta e famigliare. Abituati alla dispersiva mensa della Casa, si sono assunti la responsabilità della spesa e della cucina, dopo lungo tempo hanno ritrovato la convivialità della tavola, una tavola che hanno sempre voluto imbandire con le pietanze tipiche dei loro paesi d’origine.

L’incontro con il mare e con la vita vacanziera è stato, sotto certi aspetti, scioccante per i ragazzi. “Alcuni di loro hanno chiesto di essere portati in un mare più piccolo, come l’Idroscalo di Milano”, racconta sempre Silvano. “Forse la vastissima prospettiva che il mare apriva di fronte ai loro occhi ha suscitato in loro un grande senso di autonomia e libertà, ma ha anche fatto tornare alla mente dei ricordi che sono stati un po’ difficili da gestire”.

C’é stato poi l’incontro con il modo con cui le donne italiane vivono il mare e la spiaggia, così differente rispetto a quello cui erano abituati nei loro paesi di origine. Da questo punto di vista è stata cura delle nostre educatrici accompagnare i ragazzi anche nel percorso di conoscenza di questo aspetto della nostra cultura, sempre nel rispetto della primaria formazione dei ragazzi.

Infine, questa vacanza ha permesso agli educatori di stabilire una relazione più solida con i ragazzi che si sono aperti a loro con ancora maggior fiducia condividendo i loro sogni e le loro aspettative. È stato un momento decisivo in vista del prossimo autunno quando, con i nostri educatori, inizieranno dei percorsi formativi sempre più personali che dovranno avviarli a una professione e, nel nostro augurio, avvicinarli a quei sogni.

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