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Presentate le linee guida per la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata

15 giugno 2012

Il documento è stato steso da Libera con la collaborazione di venti realtà del terzo settore milanese, tra cui anche la nostra fondazione

Sono state presentate ieri le “Linee guida per l'assegnazione e la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata” stese dal coordinamento provinciale di Libera Milano insieme a venti realtà tra associazioni, cooperative e fondazioni (compresa la Casa della carità) assegnatarie di oltre 40 beni a Milano e provincia. Tra questi, ci sono gli otto appartamenti assegnati alla Casa, utilizzati a Milano per ospitare singoli e famiglie all'interno dei nostri progetti di autonomia e accompagnamento.

Il documento, presentato nel corso del seminario organizzato dal Comune di Milano "Costruire legalità, far vincere il sociale", è nato dal confronto sulle difficoltà che molte associazioni e cooperative avevano riscontrato in fase di assegnazione e di gestione, che rappresenta il primo esperimento di coinvolgimento attivo degli enti assegnatari di beni.

Sette i punti delle linee guida che, secondo Ilaria Ramoni, avvocato e referente del coordinamento provinciale di Libera, serviranno a “privilegiare le realtà associative della zona che conoscono il territorio, sanno cosa serve e magari anche come reperire i fondi”.

La prima delle sette linee guida riguarda la fase di assegnazione dei beni e prevede una serie di criteri per ottimizzare il processo e incentivarne la trasparenza. Nella seconda vengono definite le caratteristiche della concessione (a titolo gratuito, durata decennale rivalutabile...) e delle spese, la terza stabilisce le caratteristiche del bando e della convenzione, nella quarta è prevista l'istituzione da parte del Comune di una commissione beni confiscati che valuti i progetti, stenda la graduatoria per l'assegnazione e monitori l'attuazione dei progetti.

La quinta linea guida impegna il Comune a predisporre un elenco dei beni confiscati pubblicandolo anche sul proprio sito internet, la sesta impone gli enti assegnatari di consegnare ogni anno una relazione sull'uso del bene confiscato e chiede al Comune di organizzare un confronto annuale per raccogliere le criticità riscontrate e le eventuali proposte. Infine, la settima linea guida chiedei ai comuni interessati di farsi promotori di iniziative volte alla diffusione della cultura antimafia e della legalità e di agevolare la creazione sul proprio territorio di reti associate aggregate sul tema della legalità e della lotta alle mafie.

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