1. Vai al contenuto della pagina
  2. Vai al Menu Principale
Casa della Carità
dona ora
 
 
 

Contenuto della pagina

 

Niente scontri, ma ascolto e partecipazione

14 maggio 2012

Un intervento del nostro presidente sulla questione legata all'occupazione della torre Galfa, pubblicato oggi sulle pagine di Repubblica Milano

 

L´arte, il teatro, la musica, la danza, l´espressione della pluralità dei sentimenti, delle passioni, delle appartenenze anche ideali possono dare solidità e coesione al vivere insieme nella città. Macao e il caso creato dall'occupazione della torre Galfa pongono a Milano interrogativi che non possono essere ridotti alla sola contrapposizione "sgombero sì, sgombero no". C'è l'urgenza di dare spazio alla capacità creativa che Milano può esprimere e attrarre. Ecco perché il coinvolgimento di tutte le espressioni artistiche esistenti in città arricchisce la vita di Milano, la sua coesione sociale, la pluralità delle voci. La città deve farsi teatro, accademia dei saperi. È piena di sofferenza la città, ma anche di desideri, di racconti che trattengono quella che io chiamo «l'utopia con i piedi per terra». Dobbiamo far sì che questa domanda di partecipazione non si rinchiuda nel confronto anche aspro sulla legittimità o meno dell'occupazione abusiva.

Non dimentichiamo che Milano ha fame di case, ma per questo necessita di regole che non possono essere quelle del "fai da te", anche per rispetto di chi attende seguendo la normalità dei percorsi di accesso. L´arte è così importante che va evitato il rischio di confinarla in dinamiche di scontro. La potenzialità del percorso avviato da Macao, anche nella sua irruenza, chiede ora il coraggio reciproco di potenziare i percorsi di espressione, di creatività. Ma bisogna evitare che sorga il dubbio che qualche occupazione è permessa perché arte e altre no perché legate ai bisogni materiali. Forse partire dalle "regole del gioco" sollecita ancora più urgentemente l´affermarsi di una "politica che ascolta", che si assume la responsabilità di dare risposte che tengono conto della complessità e di una scelta di priorità. Partiamo da lì. Le culture, l´arte sono parte decisiva di questo guardare alla città.

Le periferie sociali ed esistenziali sono luoghi pieni di sapere che non va sciupato. Occupando e presidiando una torre vuota da tempo si denuncia lo scandalo delle proprietà private abbandonate. I patrimoni sfitti vanno censiti e messi a disposizione della città, nel quadro della legalità e della democrazia delle regole, che porta in sé la fatica di riportare tutte le criticità nel solco del possibile. La conflittualità innescata da questa iniziativa diventerà benefica se troverà un percorso di crescita nel solco della partecipazione. Non sarà una sconfitta accettare di liberare la torre senza scontri. Sarà l´opportunità di ridare slancio a quel progetto che Macao e tanti altri soggetti fanno intravedere. Da tempo molte espressioni di arte, teatro, musica, poesia sopravvivono in una strettoia, escluse dal grande scenario della cultura di élite, vivono nelle tante periferie e solitudini sociali che chiedono non solo repressione e controllo sociale. Pensiamo a quanta creatività ha liberato la situazione carceraria pur nella disumanità di quella condizione. Il manicomio si è allontanato e superato come necessità proprio anche attraverso questa follia creativa e artistica. Vogliamo raccogliere questa potenzialità insieme? Vi è un processo di partecipazione dal basso, avviato da queste iniziative, che non può essere interrotto. Ma va sviluppato nella città.

 
 

Il presidente della fondazione

Iniziative di spiritualità

La nostra newsletter

 
Torna ad inizio pagina