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Il punto della situazione sui lavori di pubblica utilità

2 maggio 2012

A un anno dalla firma della convenzione con il Tribunale di Milano, dati e riflessioni riguardanti le esperienze del Ceas e della Casa della carità

Nell'aprile 2011, il Centro Ambrosiano di Solidarietà e la Casa della carità hanno firmato una convenzione con il Tribunale di Milano per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità che, al momento, riguarda sul nostro territorio 15 realtà del terzo settore.

Ad un anno di distanza, al Ceas, si è tenuto un convegno che ha tracciato un primo bilancio dell'esperienza, fornendo un descrizione del percorso intrapreso da queste persone, diversi dati, riflessioni e interrogativi. Ecco le principali.

Importante è innanzitutto il sostegno motivazionale che l'ente convenzionato, attraverso il lavoro dei propri operatori, fornisce alle persone colpite da queste sentenze giudiziarie, prevalentemente legate all'uso di alcoolici o stupefacenti.

Le persone impegnate nei lavori di pubblica utilità, infatti, nella maggior parte dei casi, arrivano con l'urgenza di trovare un'associazione disponibile ad accoglierli, non del tutto consapevoli della situazione in cui si trovano e del reato commesso e poco consci dell'impegno che li aspetta.

Ciò nonostante, il vissuto delle persone che, fino ad ora, hanno svolto il loro periodo di lavoro al Ceas e alla Casa della carità è stato generalmente positivo. Di contro, è emersa una diffusa fatica a rielaborare in maniera personale il reato commesso e, quindi, a percepire la dimensione riparativa dell'esperienza.

 
 

Il presidente della fondazione

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