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Salutiamo Mohamed

12 aprile 2012

Si è tenuto mercoledì pomeriggio, nel nostro auditorium, un momento di preghiera per ricordare il nostro giovane ospite scomparso

Sono stati giorni di lutto, di dolore e di silenzio questi per la nostra Casa. Un nostro ospite di nemmeno 16 anni è annegato nell'Adda, sotto lo sguardo dei suoi compagni e di chi li stava accompagnando. Erano in gita insieme a alcuni nostri operatori che volevano passare con loro una giornata di condivisione, di felicità.

Da quel momento, uno sguardo pieno di tristezza è calato su tutta la Casa e su chi la abita. Mohamed era uno dei nostri. Ce lo ricordiamo nei suoi momenti di esuberanza, quando incontrava educatori e dipendenti e con loro parlava una lingua incomprensibile, fatta di suoni e sussulti, fatta di poche semplici parole un po' in arabo e un po' in italiano, che stava imparando in fretta. Ce lo ricordiamo di ritorno dalle lezioni di judo, quando si lamentava per essere stato atterrato da una ragazza. Ce lo ricordiamo quando in giardino ballava qualche danza egiziana sulla musica che i cellulari mandavano a tutto volume. Ce lo ricordiamo con il suo cappellino, con la visiera sempre calata sugli occhi, con il suo strabordante entusiasmo, con la sua voglia di raccontare  a tutti il suo sogno: fare il meccanico.

Con lui e con gli altri minori che abbiamo accolto ormai da alcuni mesi, la Casa si è aperta a un'accoglienza inedita. È cresciuta un'attenzione ancora maggiore verso questi nostri ospiti minorenni non più adolescenti, con pochi anni ma già tanta esperienza, diventati adulti in fretta, con nel cuore le traversie di un viaggio, di un'avventura rischiosa, a volte di una solitudine profonda.

La sua scomparsa ha segnato tutti. Ieri siamo stati tanto tempo seduti nel nostro auditorium, in un silenzio davvero inusuale per un luogo come il nostro, sempre ricco di parole, risate, litigi, confusione e vita. Abbiamo pregato. Ciascuno a suo modo. C'era Doudou che, nella sua religiosità sincera, ha ricordato ai compagni di Mohamed, ancora sconvolti, alcuni passi del Corano. C'era chi sgranava il rosario, pregando Maria di intercedere per lui presso il Dio misericordioso. C'era chi piangeva e chi è rimasto chiuso in un silenzio imperturbabile.

Tutti abbiamo vissuto il dolore per la fine assurda di una giovane vita. Ed è anche per cercare di dare un senso a questo dolore che mercoledì abbiamo vissutonel nostro auditorium un toccante momento di preghiera. Con quel linguaggio universale che ci accomuna tutti al di là delle differenze, abbiamo ricordato e salutato Mohamed che resterà per sempre legato alla storia di vita di ciascuno di noi e al cammino di tutta la nostra Casa.

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