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Fà la cosa giusta! I consigli di lettura della Biblioteca del Confine

30 marzo 2012

Proposte di lettura in occasione della Fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, questo week end, a Milano

Cristina Gabetti, Tentativi di eco-condotta. Per nuovi stili di vita, Rizzoli, Milano, 2008

Sappiamo tutti che il pianeta procede a grandi passi verso la catastrofe ambientale, ma cosa possiamo fare, noi per primi, per invertire la rotta? In questo libro, Cristina Gabetti fornisce molte preziose informazioni e soluzioni alla portata di tutti per cambiare e giungere a una vera "eco-condotta", sostenibile e capace di far risparmiare noi e respirare la Terra. La natura è fonte di vita, espressione di sublime bellezza. Amarla e rispettarla non dovrebbe essere, appunto, naturale? Un piacere, non un dovere.

 

Zygmunt Bauman, Homo consumens. Lo sciame inquieto dei consumatori e la miseria degli esclusi. Presentazione di Mauro Magatti, Centro Studi Erickson, Gardolo, 2007

La società dei consumatori aspira alla gratificazione dei desideri più di qualsiasi altra società del passato ma, paradossalmente, tale gratificazione deve rimanere una promessa e i bisogni non devono aver fine, perché la piena soddisfazione sfocerebbe nella stagnazione economica. Il contraltare dell' homo consumens è l'homo sacer, il povero che, per carenza di risorse, è stato estromesso dal gioco in quanto consumatore difettoso o "avariato". La miseria degli esclusi non è più considerata un'ingiustizia da sanare, ma il risultato di una colpa individuale: così, le prigioni si sostituiscono alle istituzioni del welfare. Il contributo che Bauman offre con questa analisi critica è quello di riproporre il tema dell'agire morale.

 

Stefano Pivato, Loretta Veri e Natalia Cangi (a cura di), In bicicletta. Memorie sull’ Italia a 2 ruote, Il Mulino, Bologna, 2009

Bicicletta sovversiva, giudicata inadatta a donne e sacerdoti in quanto "macchina infernale", pericolosa incarnazione della modernità. Bicicletta dapprima aristocratica, mezzo costoso e inadatto alle disponibilità economiche dei più. Poi, col Novecento, bicicletta democratica, mezzo di trasporto di impiegati e di operai. Parlare della bicicletta, dice Marc Augé - e ce lo rammenta Stefano Pivato nell'Introduzione a questa raccolta - non significa rievocare soltanto ricordi personali, ma ripercorrere una storia condivisa da milioni di altre persone. Così la dimensione autobiografica delle pagine qui pubblicate si apre, prende respiro e ci regala un quadro inedito della nostra storia recente. Tracciato da un punto di vista particolare e privilegiato: il sellino della bicicletta.

 

Serge Latouche, Breve trattato sulla decrescita serena, Bollati Boringhieri, Torino, 2008

La decrescita - sostiene l'autore - non è la crescita negativa. Sarebbe meglio parlare di "acrescita", così come si parla di ateismo. D'altra parte, si tratta proprio dell'abbandono di una fede o di una religione (quella dell'economia, del progresso e dello sviluppo). Se è ormai riconosciuto che il perseguimento indefinito della crescita è incompatibile con un pianeta finito, le conseguenze (produrre meno e consumare meno) sono invece ben lungi dall'essere accettate. Ma se non vi sarà un'inversione di rotta, ci attende una catastrofe ecologica e umana. Siamo ancora in tempo per immaginare, serenamente, un sistema basato su un'altra logica: quella di una "società di decrescita".

 

Francesco Gesualdi, Manuale per un consumo responsabile. Dal boicottaggio al commercio equo solidale, Feltrinelli, Milano, 2002

Lavoro minorile, percosse, negazione dei diritti sindacali, scarichi abusivi, ecco cosa può nascondersi dietro a molti prodotti che compriamo ogni giorno. Ma la casistica è tutt'altro che esaurita: produzione di armi, evasione fiscale, ricorso ai paradisi fiscali, pubblicità ingannevole, finanziamento dei regimi oppressivi, manipolazione genetica. Se i nostri consumi ci rendono involontari complici di tutto questo, sappiamo anche che il consumo può diventare un'arma formidabile per far cambiare il corso della storia e che i consumatori possono avere potere di vita o di morte sulle imprese. Ecco il messaggio di denuncia e di speranza di questo libro, che mette a nudo gli artifici che si nascondono dietro l'immagine immacolata di molte imprese.

 

Mauro Corona, La fine del mondo storto, Mondadori, Milano, 2010

Un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti il petrolio, il carbone e l'energia elettrica. È pieno inverno, soffia un vento ghiacciato e i denti aguzzi del freddo mordono alle caviglie. Gli uomini si guardano l'un l'altro. E ora come faranno? Rapidamente gli uomini capiscono che se vogliono arrivare alla fine di quell'inverno di fame e paura, devono guardare indietro, tornare alla sapienza dei nonni che ancora erano in grado di fare le cose con le mani e ascoltavano la natura per cogliere i suoi insegnamenti. Così, mentre un tempo duro e infame si abbatte sul mondo intero e i più deboli iniziano a cadere, quelli che resistono imparano ad accendere fuochi, cacciare gli animali, riconoscere. Resi uguali dalla difficoltà estrema, gli uomini si incammineranno verso la possibilità di un futuro più giusto e pacifico, che arriverà insieme alla tanto attesa primavera.

 

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