1. Vai al contenuto della pagina
  2. Vai al Menu Principale
Casa della Carità
dona ora
 
La cappella della Casa della carità
 
 

Contenuto della pagina

 

Iniziamo la Quaresima

27 febbraio 2012

Una riflessione di don Virginio Colmegna per vivere "quaranta giorni di silenzio interiore, preghiera quotidiana, vita sobria, attenzione rinnovata all'ascolto e all'ospitalità”

Iniziamo la Quaresima. Quaranta giorni di silenzio interiore, di preghiera quotidiana, di vita sobria, di attenzione rinnovata all'ascolto e all'ospitalità. Per i credenti, a partire da coloro che condividono con me questo cammino in Casa della carità e in altre realtà, sono giorni preziosi che interpellano il nostro cammino interiore, spirituale. Vorrei ricordare una frase che mi ha interrogato di Bonhoffer: “come si può vivere nella fede se si è pigri nella preghiera, se non si prova piacere nella meditazione della Scrittura, se dormire, mangiare e i piaceri carnali rubano sempre di nuovo il piacere della comunione con Dio?". Sono parole che qualcuno può considerare ruvide eppure fanno intravvedere il valore della dimensione penitenziale nel nostro vivere quotidiano, nelle nostre scelte di impegno – anche professionale – e di vita attiva nella città.

Troppo spesso si pensa che dimensioni come quelle spirituale, penitenziale, di dedizione agli altri, di sacrificio anche nell'utilizzo del tempo, di richiamo alla povertà e alla vita sobria, di disciplina nei sentimenti e negli affetti, facciano parte di una componente quasi punitiva, pesante e affaticata del nostro vivere. Ma non è così, o non dovrebbe essere così. Questa dinamica profonda, quotidiana, vissuta nelle piccole attenzioni spesso non comunicate agli altri ma custodite interiormente nel silenzio possono essere grandi percorsi di libertà, di gioia profonda, di serenità interiore.

In questo periodo avverto come non mai le difficoltà, la pesantezza del sostenere una realtà come la nostra, sotto  tanti profili: dalla sua sostenibilità economica, al come affrontare le emergenze, alle dinamiche sociali e umane che devono essere attraversate sempre da un grande rispetto, alla caduta a volte rovinosa della speranza, all'incontro sempre più forte con l'impotenza di dare delle risposte. Mi risuona sempre in mente un dato al quale ci troviamo ogni giorno di fronte: soltanto l'8 per cento delle persone che chiedono ascolto e chiedono ospitalità, soltanto l'8 per cento può essere avviato da noi in un percorso di condivisione.

Ma dietro quelle storie, anche quelle che sono con noi, in quei volti vi sta l'immagine di un mondo dove vi è sofferenza, difficoltà di relazioni, abbrutimento legato alle tante dipendenze che segnano e distruggono desideri di vita. Questo scorrere dello sguardo interiore, questa poesia nascosta e sofferta, deve entrare nella nostra quotidianità con il respiro della pazienza, della sapienza intelligente che si mette a scrutare continuamente qual è il percorso più autentico per rispondere a questo Vangelo che ci dice continuamente di essere discepoli di un Gesù che ha proclamato beati coloro che sono poveri di spirito.

Devo dire allora che il meditare, il mettersi in ginocchio, il prendere in mano la parola di Dio, il confrontarla con la quotidianità del nostro esistere, l'immetterla nelle relazioni con le persone, credenti e non credenti, con impostazioni culturali diverse, con un modo di vivere che a volte non si riesce a condividere è il cammino quaresimale che mi sento di proporre a me e a voi. Meditare sulla parola, invocare fin dal mattino con quella preghiera che il cardinal Martini chiamava preghiera di intercessione, è la sollecitazione che dobbiamo accogliere con semplicità e con una buona dose di ingenuità evangelica per questa Quaresima.

In questo degrado civile indotto dai modelli culturali della società dei consumi, dello spettacolo dell'eterna giovinezza e del denaro facile dobbiamo riscoprire un cammino che spezzi queste nuove o antiche idolatrie. Dire buon cammino di Quaresima significa quindi chiedere molto semplicemente di  riscoprire il valore della preghiera, della meditazione con la parola, del custodire i sentimenti profondi di condivisione, di tenerezza, di amicizia, con una grande capacità di essere avvolti dalla misericordia di Dio.  Essere e diventare continuamente capaci di suscitare e di contribuire a far vivere riconciliazione e libertà interiore.

La Casa della carità, certo, è un luogo nel quale si possono vivere tantissime esperienze, incrociare tante sofferenze, tante speranze, tante visioni della vita, si possono accumulare desideri, dolori e incomprensioni. Ma certamente tocca a ciascuno di noi rientrare in noi stessi, interrogarsi in profondità sul senso del nostro vivere, riscoprire quale tesoro interiore è la fede che ci chiede continuamente di dialogare con tutti partendo dal dialogo con noi stessi.

Il cardinale Martini, rispondendo alle lettere sul Corriere della Sera in occasione della prima domenica di Quaresima, chiamandosi ormai “prigioniero del silenzio” parlava di quell'esperienza che è stata la cattedra dei non credenti. “È vero, in noi vive un credente e un non credente, in un'armonia tra loro difficile, ma che interrogandosi a vicenda e sforzandosi di trovare le risposte pertinenti aumentano la nostra autenticità. Mi pare dunque che sia possibile giungere a quella che si può intendere come una forma di autenticità personale. Su queste cose ci sarebbe molto da discutere. Io però in questo tempo mi sto soprattutto esaminando sul Vangelo e mi incolpo sulle mie non autenticità alla parola di Dio. Si tratta in ogni caso di un cammino per luoghi impervi e scivolosi, di cui non saremo mai certi dell'esito. Penso si tratti di un continuo svuotamento di sè per fare spazio a Gesù. A quanto ci dicono i grandi autori spirituali di ieri e di oggi, questo svuotamento non è un impoverimento anzi, siamo riconsegnati a noi stessi più autentici di prima. Ma certamente, oltre ogni tappa raggiunta c'è e ci sarà sempre qualcosa o qualcuno”.

Credo davvero che questa sia una riflessione che ci può accompagnare nel nostro cammino quaresimale. Buona Quaresima.

don Virginio

Notizie SPIRITUALITÀ

  1. 19/04/18 | Don Tonino Bello: Chiesa del grembiule e Chiesa che annuncia la pace

    Una riflessione di don Virginio Colmegna sulla visita del Papa alla tomba del vescovo di Molfetta

     
  2. 30/03/18 | Alla Casa della carità una Pasqua in ascolto degli esclusi e dei sofferenti

    Il Triduo Pasquale è iniziato con la Messa in Coena Domini e la lavanda dei piedi con i senza dimora aiutati dalla Casa

     
  3. 27/03/18 | Un invito a “custodire” e al silenzio riflessivo

    Il Triduo Pasquale è iniziato con la Messa in Coena Domini e Lavanda dei piedi

     
  4. 13/03/18 | Cinque anni con Francesco

    Don Virginio riflette sui messaggi che il pontefice ci ha regalato in questi 5 anni, e il loro legame con la Casa

     
leggi tutte le omelie

 
 

Il presidente della fondazione

Iniziative di spiritualità

La nostra newsletter

 
Torna ad inizio pagina