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Il Terzo Settore non è una stampella del pubblico

Condividiamo le parole della portavoce del Forum del Terzo Settore della Lombardia, quando afferma: “Ci rifiutiamo di essere confinati al ruolo di barelliere per le emergenze"

8 luglio 2020

Come Casa della carità da sempre sosteniamo che il ruolo del Terzo Settore non è quello di essere una stampella a cui il pubblico si appoggia durante le emergenze; da sempre diciamo che il volontariato non è un supplente a cui affidare un mero ruolo assistenziale.

Il Terzo Settore è invece portatore di un capitale sociale straordinario, che sa entrare in dialogo con gli enti pubblici, producendo condivisione, progettualità, cambiamento. Il volontariato è pratica attiva di cittadinanza. La loro natura è quella di essere anticipatori di processi culturali e sociali, in grado di lavorare su un’idea di comunità fondata sull’inclusione sociale e sull’allargamento della cittadinanza.

Per questo condividiamo appieno le parole di Valeria Negrini, portavoce del Forum del Terzo Settore della Lombardia, quando afferma: “Ci rifiutiamo di essere confinati al ruolo di barelliere per le emergenze o titolato a intervenire esclusivamente sulle fragilità sociali o le attività ludico ricreative ma soprattutto – è questo il nodo - senza alcuna funzione produttiva e capacità di creazione di ricchezza e sviluppo”.

Soprattutto in una fase come questa è importante che chi governa la cosa pubblica, a tutti i livelli, riconosca che il Terzo Settore, il volontariato e più in generale la società civile hanno un ruolo strategicamente importante nel progettare il futuro del nostro Paese.

Anche a Milano, vorremmo non essere considerati solo delle appendici a cui lasciare la buona testimonianza, ma interlocutori con cui ripensare la città, a partire dalla conoscenza sia dei territori dove siamo radicati con le nostre reti di prossimità, sia dei bisogni e delle difficoltà delle persone, in particolare di quelle più fragili, con le quali instauriamo relazioni e legami.

Un esempio del contributo che il Terzo Settore può dare nel ridisegnare il sistema è il movimento “Prima la Comunità”, un movimento nato dall’impulso della Casa della carità, della Fondazione Santa Clelia Barbieri, che è cresciuto “dal basso”, cioè sui territori e nelle comunità, e che vede coinvolte tante realtà italiane, pubbliche e del privato sociale, impegnate a definire un cambio di paradigma culturale nell’ambito della salute.


 

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