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Salute, don Colmegna: in Lombardia serve un cambio di paradigma

Il discorso del nostro presidente don Virginio Colmegna, in occasione della manifestazione "Salviamo la Lombardia" di sabato 20 giugno 2020

20 giugno 2020

Siamo qui non solo per protestare, ma per testimoniare anche il dolore che abbiamo vissuto e che stiamo ancora vivendo in Lombardia. Siamo qui per dare voce alla sofferenza dei più fragili, a coloro che ci hanno lasciato. Quel dolore, quella umanità sono un capitale solidale umano e, lasciatemelo dire, spirituale che deve innervare anche la politica della salute. 

Io penso che sia stata questa tensione a ispirare i padri costituenti, quando scrissero che la salute è un diritto costituzionalmente protetto per tutti: universale, equo, in grado di contrastare ingiustizie e disuguaglianze. È un patrimonio costituzionale, questo, che non può essere interrotto da una logica mercantile.

“Niente sarà più come prima”, ci siamo detti spesso in questa fase. Deve essere davvero così, anche e soprattutto nell’ambito della salute.

Con la pandemia abbiamo visto che la salute, secondo anche la definizione che ne dà l’OMS, è un bene complesso, in cui contano anche quelli che chiamiamo “i determinanti sociali”, il che significa che la cura va oltre l’aspetto meramente sanitario e assistenzialistico, e che la vera salute è data delle domande e risposte di cura che si esprimono nella comunità locale, nella prossimità, nella domiciliarità, nella medicina territoriale.

Si fa quindi sempre più urgente un cambio di paradigma, che superi l’idea di una salute solo come merce, dove c’è la separazione tra l’ospedale, con le sue eccellenze, e il valore del territorio. Dobbiamo andare verso un’idea di salute in cui contino sempre di più l’informazione e la formazione, che già caratterizza alcune esperienze territoriali virtuose. In cui non ci si rassegni di fronte alla cronicità, marginalizzandola; in cui si torni a fare prevenzione; in cui si superino finalmente quei luoghi di contenimento e abbandono in cui vengono “rinchiuse” le fragilità.

Lo sanno benissimo i familiari degli anziani delle RSA, che hanno vissuto una tragedia negli scorsi mesi e stanno vivendo ancora il dramma della solitudine. Lo sanno moltissime realtà del terzo settore, come molte che sono in piazza oggi, che esprimono comunità di accoglienza per persone con dipendenze, centri diurni per disabili o per coloro che soffrono anche psichicamente, e che ancora si trovano condannati a essere bloccati nella fase uno, con l’impossibilità di tornare a vivere le proprie relazioni sul territorio, come siamo tornati a fare tutti noi. Questo paradigma va superato! 

C’è bisogno di budget di salute, di comunità di cura e di ricerca. C'è bisogno di prossimità.

Questa è una domanda che investe il Paese tutto, con un bisogno di riforma del sistema salute, in cui sia difesa la dimensione pubblica. Ecco perché siamo qui: a dire che quel capitale umano e sociale chiede di voltare pagina non solo qui in questa regione, ma perché tutte le comunità locali e i territori chiedono una nuova cultura della salute, che non istituzionalizzi, che non privatizzi le risorse, che non separi sociale e sanitario, che ponga al centro la persona e la sua domanda di cura. Partendo dalla Lombardia questo cambiamento strategico deve raggiungere tutti i territori, tutte le regioni con la loro specificità, grazie a quella forza straordinaria di solidarietà sapiente che il nostro paese sa esprimere.

E proprio in nome di questo respiro di umanità solidale, dobbiamo dire no a tutta forza alla violenza, che si incanala anche in tristi e barbare minacce che hanno raggiunto anche il governatore Fontana e la sua famiglia. In questo momento, proprio per dare il senso pacifico di solidarietà vera, ci sentiamo di esprimere la nostra vicinanza e il nostro abbraccio solidale. 

La politica di cui abbiamo bisogno si rigenera se questi sentimenti sanno esprimere nella cura la dimensione che ci permette di sentirci capaci di critica e di un desiderio di compiere un cammino di comunità, che sia davvero cittadinanza per tutti. I sistemi si possono rovesciare, ma negando qualsiasi imbarbarimento o accenno a modalità che sono lontane un miglio a questo nostro modo di pensare alla politica, di testimoniare solidarietà.

La manifestazione di sabato 20 giugno 2020, "Salviamo la Lombardia". Foto di: Mia News
 

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