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L'emergenza coronavirus per bambini e famiglie fragili

Ne abbiamo parlato con Donatella De Vito, responsabile dell'Area Emergenze della Casa della carità

15 maggio 2020

Il coronavirus sta avendo un impatto fortissimo su tutta la popolazione, ma ancora più devastante è per quelle famiglie che già prima dell’emergenza avevano difficoltà economiche o vivono in contesti a rischio di emarginazione. 

Per sostenere i bisogni di queste famiglie, e in particolare quelli dei bambini, Casa della carità è impegnata in due progetti, già attivi prima della pandemia, che ora hanno cambiato pelle per adeguarsi alle nuove esigenze.

Il primo si svolge con i bambini della scuola primaria di via Dolci a Milano dove, nell’ambito del PON inclusione, erano portati avanti laboratori e attività pomeridiane, con l’obiettivo di migliorare l’inclusione educativa e il successo formativo dei minori Rom, Sinti e Caminanti, per contrastare la dispersione scolastica e favorire l’accesso ai servizi locali e la partecipazione attiva delle famiglie.

“In questo periodo quello che stiamo facendo è aiutare le famiglie nello svolgimento della didattica a distanza. Allo svantaggio educativo che già avevano questi bambini, infatti, si aggiungono le difficoltà delle lezioni da remoto, poiché a casa non hanno gli strumenti tecnologici o la connessione a internet per prendervi parte. Per questo, gli operatori tengono i contatti con le insegnanti per la raccolta del materiale didattico pensato appositamente per questi bambini, e poi al telefono un educatore e la mediatrice culturale li aiutano nello svolgimento di compiti ed esercizi”, dice Donatella De Vito, responsabile dell’Area Emergenze della Casa della carità.

Uno dei bambini accolti al "Villaggio Solidale" della Casa della carità e Centro Ambrosiano di Solidarietà
 

La seconda iniziativa è portata avanti nell’ambito del Progetto PARI (selezionato dal programma “Con i Bambini” all’interno del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile), che intendeva realizzare attività di eccellenza in istituti scolastici situati in contesti segnati dalla fragilità sociale. La Casa, in particolare, era attiva nelle scuole primarie dell’Istituto Comprensivo “G.B. Perasso”, nel Municipio 2.

Anche con i bambini coinvolti in questo progetto si portano avanti attività di didattica a distanza, oltre a un lavoro personalizzato con quelli che vivono nel “Villaggio Solidale” della Casa della carità e del Centro Ambrosiano di Solidarietà. “Grazie a fondi del Progetto PARI abbiamo acquistato 8 tablet, che vengono usati dai bambini accolti, ma stiamo lavorando per far avere anche agli altri i supporti tecnologici e la connessione internet, così che possano seguire le lezioni come i loro compagni”, racconta Donatella.

I bambini, ma anche i ragazzi, sono molto disorientati in questo periodo, perché hanno dovuto interrompere tutte le loro relazioni sociali, non vedere più gli amici, le maestre e, per i più grandi, la fidanzata. “Si sono trovati all'improvviso a dover gestire un vuoto a cui non erano abituati. Stanno soffrendo, ma, in un certo senso, sono altruisti: capiscono, infatti, che la situazione è difficile e non vogliono aggiungere le proprie sofferenze a quelle dei grandi, per questo, spesso, non le esprimono a voce, anche se il loro comportamento, a volte, tradisce le loro fatiche”, spiega l’operatrice, e aggiunge: “Anche noi all’inizio abbiamo potuto seguirli solo a distanza; col tempo poi ci siamo organizzati e abbiamo creato per loro anche dei momenti di socialità, che si svolgono nel rispetto di tutte le condizioni di sicurezza”. 

 
Uno dei momenti di socialità per i ragazzi del "Villaggio Solidale"
 

Questi nuclei, che spesso non hanno i requisiti per accedere agli aiuti pubblici, vengono sostenuti anche dal punto di vista del fabbisogno alimentare, grazie anche all'attivazione del Programma QuBì. “Stiamo supportando i bisogni di tante le famiglie, non solo quelle accolte o seguite dalla Casa della carità, ma anche quelle che avevano fatto un percorso da noi e che erano diventate autonome, ma che ora hanno perso il lavoro e si sono ritrovate di nuovo in emergenza. Molte persone avevano infatti contratti temporanei, per esempio nella ristorazione o nel settore alberghiero o nell’edilizia, che non sono più stati rinnovati e non si sa se e quando saranno riattivati”, aggiunge Donatella.

La preoccupazione per il domani è grande: oltre a chi ha perso il posto, c'era chi aveva avviato una formazione professionale per entrare o rientrare nel mercato del lavoro si è visto interrompere improvvisamente il proprio percorso, spezzando le speranze che vi riponevano per iniziare una nuova vita.

Inoltre, per sostenere quelle famiglie Rom che magari vivono in insediamenti o contesti informali e che non hanno accesso ad altri aiuti, è nato un gruppo di coordinamento tra diverse associazioni cittadine, all’interno del progetto ‘Piani di Azione Locale’ dell’UNAR - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali: "Vogliamo realizzare una mappatura e un costante monitoraggio di queste situazioni di estrema povertà. Sono gli ultimi degli ultimi, quelli a cui il cardinal Martini ci ha chiesto di stare accanto”, conclude Donatella.

I tablet acquistati grazie al finanziamento della Fondazione Con i Bambini
 

Fondazione Casa della carità "Angelo Abriani" - via Francesco Brambilla 10 - 20128 Milano - C.F. 97316770151 - Credits

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