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Ramadan Kareem a tutti i fedeli musulmani

È iniziato un mese di Ramadan inedito che alla Casa vivremo, rispettando le limitazioni per il coronavirus, nel segno della fraternità e dell'ospitalità

24 aprile 2020

È iniziato ieri sera un mese di Ramadan inedito: non si potrà vivere insieme la rottura quotidiana del digiuno, l’Iftar; non ci sarà la preghiera collettiva al tramonto. Non ci saranno i mercatini notturni nelle città africane o arabe.

Quello di Ramadan è un periodo che alla Casa abbiamo sempre attraversato con grande intensità, non solo per la presenza di diversi ospiti e operatori di fede musulmana, ma anche perché il nostro fondatore, il cardinale Carlo Maria Martini, ci ha insegnato il valore del dialogo interreligioso. Per questo ogni anno, durante questo mese, organizzavamo un momento di preghiera e incontro, in occasione della rottura serale del digiuno, con le comunità musulmane di Milano, con i rappresentanti delle diverse confessioni e accompagnati da don Giampiero Alberti, coordinatore del Centro ambrosiano per il dialogo tra le religioni della Diocesi di Milano.

Purtroppo, quest’anno non potremo trascorrerlo insieme come abbiamo sempre fatto, ma sono contento che la Casa della carità sia comunque riuscita a organizzarsi in modo tale che gli ospiti musulmani che desiderano partecipare al digiuno possano farlo, rispettando tutte le limitazioni che le regole per contrastare il coronavirus ci impongono.

È la concretezza di quel sentimento di fraternità e ospitalità che ci è stato indicato da Abramo alle Querce di Mamre, e che oggi mi ha fatto pensare tanto al nostro essere Casa. Ho scelto proprio in questo momento di soffermarmi ancora una volta sul brano raccontato in Genesi 18, perché Abramo è la figura del patriarca che unisce le tre religioni del Libro: inizia lì quel dialogo che ci deve far riscoprire tutti figli del medesimo padre, con quella dinamica di fraternità e dialogo, che deve profumare di legami e di libertà, che deve attraversare tutte le barriere, mettendoci tutti, con tutta l’umanità, a testimoniare e promuovere pace.

Una testimonianza che ci è stata consegnata anche lo scorso anno da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, che insieme hanno firmato il Documento “Sulla fratellanza umana e per la pace mondiale e la convivenza comune”. Un documento importante, che segna l’avvio di un dialogo vero, che dobbiamo rendere patrimonio educativo di coscienza civile.

Questo Ramadan, inoltre, inizia a ridosso di un altro momento che, come nazione, vivremo in modo del tutto nuovo: domani è il 25 Aprile, Festa della Liberazione, giorno che ci consegna la memoria della libertà conquistata da una generazione di donne e uomini, che hanno fatto la Resistenza, che hanno contrastato e combattuto la follia della violenza e dell’odio fascista.

Non si può proprio non tenere viva la memoria e il significato della Resistenza, che ci ha regalato libertà e prospettive di pace. Ecco perché dobbiamo essere intransigenti, proprio per onorare questa memoria di fronte al risorgere di giustificazionismi più o meno velati e dal ritorno di linguaggi colmi di rancore, odio, egoismi separatisti, che producono e chiedono muri e sovranismi.

La forza della non violenza e della pace è l’unica che fa assaporare come possibile quella rivoluzione della tenerezza, a cui Papa Francesco ci richiama. Questa forza dovrebbe pervadere la politica tutta, che deve tornare tornare a pensare in grande. Nuovi orizzonti sono possibili e nuovi linguaggi sono possibili, partendo proprio da quanti sono poveri, vittime, che subiscono la cultura dello scarto. Siamo di fronte a un cambiamento d’epoca e questa storia deve e può iniziare insieme a un cammino di umanità nuova.

 

Fondazione Casa della carità "Angelo Abriani" - via Francesco Brambilla 10 - 20128 Milano - C.F. 97316770151 - Credits

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