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"Non gettiamo via i fondi per i rom"

5 luglio 2011

In un articolo su Repubblica Milano, don Colmegna invita la nuova giunta a stilare "subito il piano per chiudere i campi e trovare alternative".

di Zita Dazzi

«L' obiettivo è superare la logica dei campi rom. Non buttiamo a mare il lavoro fatto e cerchiamo di non perderei finanziamenti del "piano Maroni"». Don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità, regista della recente operazione di smantellamento del campo di via Triboniano, lancia il suo avvertimento alla giunta Pisapia. Ieri sera l'assessore al welfare Pierfrancesco Majorino ha incontrato Djana Pavlovic, portavoce della consulta rom, che riunisce i rappresentanti di molti dei campi nomadi storici. «Va bene ascoltare tutti - avverte don Colmegna - ma andiamo avanti.

Insistiamo sulla mediazione sociale, sulla chiusura graduale dei vecchi campi senza mettere sulla strada nessuno ma inserendo le famiglie che accettano la legalità nelle case. Costruiamo un clima diverso che rassicuri i cittadini delle periferie, che chiedono sicurezza e non possono vivere nel degrado». Nessuno nasconde il disagio per gli incontri che in Comune si sono svolti con la neonata Consulta rom mentre sono allo stallo i progetti avviati dalla precedente amministrazione per chiudere alcuni campi e realizzare quello di transito in via Idro. «Se non ci muoviamo, rischiamo di perdere anche i quattro milioni di euro che il ministro degli Interni Maroni aveva stanziato. Serve il progetto operativo altrimenti a fine anno i soldi verranno persi».

Preoccupazioni condivise da don Roberto Davanzo, presidente di Caritas Ambrosiana, che gestisce il campo di via Novara, che doveva essere già chiuso: «Il Comune ha la libertà e legittimità di interloquire con chiunque, è giusto parlare col mondo rom. Ma è importante che questo non vada ad ostacolare il lavoro faticosissimo di chi in questi anni ha costruito rapporti con i rom, con la pubblica amministrazione e con la cittadinanza». La nuova giunta ha dato mandato ai vigili urbani di continuare l'opera di "dissuasione preventiva" verso i rom che cercano di accamparsi con le loro baracche nelle periferie. L'assessore alla Sicurezza Marco Granelli ha rivelato che sono stati 174 i nomadi allontanati negli scorsi giorni, notizia che non è piaciuta a una parte del volontariato.

«Bisogna rimettersi al tavolo: evitiamo di far rinascere nuove baraccopoli stile via Rubattino, ma mettiamo anche in campo politiche serie e innovative di inclusione. Senza slogan, senza demagogia, ripartendo dalla concretezza e dal lavoro silenzioso», ammonisce Colmegna. E l'assessore Majorino lo rassicura: «Ho ascoltato i rom, come è giusto che sia.
Presto con l'assessore Granelli presenteremo un piano di azioni.Riteniamo prioritario partire dall'esperienza positiva di Casa della carità e Caritas».

 
 
 

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