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Università Bicocca, laurea honoris causa a don Colmegna

9 giugno 2011

Una laurea magistrale in Scienze Pedagogiche "per il lavoro costante come educatore e formatore di educatori".

La Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca ha conferito, alla presenza del rettore Marcello Fontanesi, la laurea magistrale honoris causa in Scienze Pedagogiche a don Virginio Colmegna.

Virginio Colmegna è impegnato da oltre trent'anni nell'educazione territoriale e nella lotta all'emarginazione. Si è occupato di integrazione scolastica, soprattutto a livello interculturale, diventando protagonista e animatore di iniziative a supporto dell'inserimento dei bambini stranieri nella scuola.
Ed è proprio riconoscendo il lavoro costante di Virginio Colmegna come educatore e formatore di educatori, che la  Facoltà di Scienze della Formazione ha deciso di conferirgli la laurea magistrale honoris causa in Scienze Pedagogiche.

Nelle motivazioni espresse dal consiglio di Facoltà, si legge: «Per il lavoro costante come educatore e formatore di educatori; per l'impegno a difendere i più deboli e soprattutto i bambini e i giovani in qualsiasi circostanza, offrendo sostegno, riconoscimento e incoraggiamento e al tempo stesso richiedendo sempre, con pazienza, con realismo e con rigore, conoscenza e rispetto delle regole, impegno e assunzione di responsabilità; per  la riflessione  aperta al dialogo, articolata e sistematica sull'educazione in generale e  soprattutto sull'educazione laddove l'incontro è più difficile; per l'impegno nel favorire il dialogo interculturale e interreligioso; per la tenacia e la lealtà nel dialogo e nella negoziazione instancabile con le istituzioni senza mai venir meno ai valori e ai fini che ispirano la difesa di chi è più debole in modo serio e lungimirante, liberandosi "da ogni residuo di visione volontaristica, sacrificale e punitiva del dare aiuto"; per il rilievo  teorico, pedagogico e  culturale oltre che di testimonianza che la sua figura di educatore  ha assunto non solo a livello locale».

«La laurea ad honorem a don Colmegna è un riconoscimento per l'opera svolta a favore delle persone che versano in situazioni di disagio e di precarietà, bisognose di ascolto e di aiuto - dice il rettore Marcello Fontanesi -; un riconoscimento a chi ha affrontato ed affronta queste problematiche non limitando il proprio intervento al solo aspetto assistenziale, ma adoperandosi per promuovere prospettive più ampie, confidando positivamente in una società capace di interpretare lo sviluppo come occasione di integrazione e l'integrazione come strumento di sviluppo. Il conferimento di questa laurea ad honorem è inoltre un'occasione per indicare ai giovani una figura di riferimento che ha usato i propri "talenti" non tanto per ottenere un successo personale professionale ma per venire incontro ai fratelli meno fortunati».

«Intercultura, regole, formazione. Esercizi di coesione nella città. Temi molto attuali e molto caldi per tutti e soprattutto per chi è impegnato nella riflessione educativa. Virginio Colmegna ha anticipato, nella pratica e nella riflessione teorica, questi temi. Ha promosso Intercultura, ben al di là di posizioni solidaristiche, praticando il riconoscimento e l'accoglienza dell'altro come premessa per la reciproca conoscenza e la convivenza. L'accoglienza, il la capacità di riconoscere, affrontare e gestire i conflitti sempre all'interno delle regole e di un corretto rapporto con le istituzioni sono un esempio non solo per perseguire la coesione sociale ma anche per formare chi ha responsabilità educative. Non a caso il tema delle regole affligge  oggi chiunque si occupi di educazione. La formazione, come sottolinea Colmegna nelle sue iniziative e nelle sue opere, non si improvvisa, è  un percorso difficile, che richiede disponibilità e professionalità, da perseguire con impegno e costanza- spiegano Susanna Mantovani, prorettore dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca e Duccio Demetrio, docente di pedagogia generale e sociale-. Il suo è stato un magistero esemplare che si inserisce a pieno diritto nella storia della pedagogia contemporanea laica e di ispirazione cattolica: non è possibile discutere e fare educazione quasi si trattasse di una materia imparziale, astorica, asettica, al di sopra delle parti, dal momento che in educazione nulla è mai stato e sarà neutrale».

«Sono onorato di ricevere questo riconoscimento che coinvolge anche tutte le persone con cui ho condiviso questi anni di ospitalità e attenzione ai più deboli - dice don Virginio Colmegna -. Abbiamo sempre cercato di eseguire e portare avanti quel compito della sapienza della carità indicatoci dal cardinale Carlo Maria Martini. E che si traduce, come obiettivo principale, in attenzione all'educazione, ai processi formativi e a quella che io definisco la pedagogia dello stare in mezzo».

 
 
 

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