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Accordo con la Conferenza permanente per la salute mentale nel mondo

20 aprile 2011

Franco Rotelli e don Virginio Colmegna hanno firmato l'intesa.

Continuare a "stare nel mezzo", presidiare i "non luoghi", rimanere accanto agli "ultimi". E Far crescere una cultura di cittadinanza aperta e inclusiva. Con queste motivazioni la fondazione Casa della carità, attraverso il suo Centro studi-Souq, ha siglato oggi un significativo accordo con la Conferenza permanente per la salute mentale nel mondo "Franco Basaglia" (nella foto sopra).

La Casa della carità ospita persone in difficoltà segnate da situazioni di grave emergenza. Spesso si tratta di sofferenti di disagio psichico. È un'esperienza di accoglienza che non vuole rimanere isolata e frammentata, come semplice risposta a dei bisogni. La Casa della carità, con il suo Centro studi-Souq, si è sempre confrontata con quanti, anche nel mondo, operano per affrontare la sofferenza urbana, in particolare nelle grandi metropoli. Perché occuparsi di salute e di salute mentale, in particolare dei soggetti più vulnerabili, non è una questione soltanto medica, ma investe la sfera dei diritti di cittadinanza e lo sviluppo di una società pienamente democratica.

Si inserisce in questo quadro la collaborazione con la Conferenza permanente per la salute mentale nel mondo "Franco Basaglia" (CoPerSaMM) con cui si condividono principi fondamentali quali l'accesso universale ai servizi sanitari per le persone più deboli. Nel campo specifico della salute mentale Souq e CoPerSaMM concordano sul superamento dei servizi neuro-psichiatrici centrati su un approccio biologico e ospedaliero e sul superamento delle istituzioni totali, abbandonando pratiche di internamento e segregazione.

Con la firma di don Virginio Colmegna, presidente della fondazione Casa della carità, e di Franco Rotelli, presidente della Conferenza permanente per la salute mentale nel mondo, i due enti si impegnano, tra le varie attività, a promuovere azioni concrete, come l'instaurazione di una rete di servizi di tipo comunitario, capaci di sostenere i sofferenti di disagio psichico per una loro concreta inclusione sociale.

"Questa iniziativa", ha detto don Virginio Colmegna, "è anche un modo per rispondere a una certa deriva culturale che si sta attuando a Milano dove tutto è ridotto a controllo, ordinanze e rinuncia alle politiche sociali. Noi preferiamo alzare il livello e confrontarci con quanti hanno fatto, del superamento dei luoghi-ghetto e chiusi nell'emarginazione, una strategia di respiro mondiale".

Dal canto suo, Franco Rotelli ha sottolineato come "un'esperienza locale, ma di grandissimo interesse, come quella della Casa della carità, ha bisogno di connessioni internazionali. In questo modo può avvalersi delle conoscenze e dei metodi attuati negli altri paesi. Ma anche tutte le realtà sparse per il mondo, e collegate alla Conferenza, possono conoscere l'operato della struttura milanese. Uno scambio che gioverà a tutti".

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