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Un anno di Servizio Civile alla Casa della carità

31 maggio 2017

Pubblicato il bando per il 2017. Le domande vanno presentate entro il 26 giugno. Alice racconta la sua esperienza alla Fondazione


C'è tempo fino alle ore 14 di lunedì 26 giugno per presentare la domanda di partecipazione al bando per il Servizio Civile 2017.  Anche la Casa della carità, che partecipa al progetto "Città Aperta" di Caritas Ambrosiana, è tra gli enti dove i giovani tra i 18 e i 28 anni possono svolgere un anno di volontariato.  

Chi fosse interessato a svolgere il Servizio Civile in Casa della carità, può contattare Fiorenzo De Molli (fiorenzo.demolli@casadellacarita.org) per chiedere tutte le informazioni necessarie oppure per venire direttamente a visitare la nostra sede in via Francesco Brambilla 10 a Milano.  Per saperne di più, vi proponiamo il racconto di Alice, che sta svolgendo il suo anno di volontariato presso la nostra Fondazione.

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Frenetici, bellissimi, intensi”. Così Alice, 22enne studentessa in Servizio sociale all’Università degli Studi di Milano Bicocca, descrive questi primi mesi del suo anno di servizio civile alla Casa della carità. “Ho conosciuto la Fondazione venendo in visita con l’università – racconta – e spinta anche alla testimonianza di una mia amica, che era stata tirocinante, ho scelto di svolgere proprio qui il servizio civile per capire se la mia scelta di lavorare sulla grave emarginazione fosse giusta”. 

Alla Casa della carità Alice lavora principalmente con le famiglie nell’area rom, affiancata dalle operatrici Donatella ed Elisabetta. “Mi occupo principalmente dei bambini e dei ragazzi per quattro pomeriggi a settimana. Il lavoro varia a seconda della fascia d’età, ma è suddiviso principalmente tra i compiti del doposcuola e i momenti di gioco o svago, che sono anche occasioni utili per capire cosa succede nella loro giornata e riportare alle operatrici eventuali problematiche”, spiega Alice, che supporta anche i bambini nella loro quotidianità, per aiutarli nel passaggio dalla vita al campo alla casa. “Non mi aspettavo di essere così paziente, non pensavo che lavorare con i bambini facesse per me, e invece grazie a questa esperienza sto scoprendo di esserne capace, e poi quando mi vengono a raccontare di aver preso un bel voto a scuola è davvero una soddisfazione, perché ti rendi conto del contributo che dai”, dice ancora.

 
Alice insieme ad alcuni bambini rom che segue alla Casa della carità
Alice insieme ad alcuni bambini rom che segue alla Casa della carità
 

“È bello anche rapportarsi con le mamme e il confronto con una cultura diversa è interessante, anche se a volte non semplice. Per esempio nelle famiglie rom la relazione moglie/marito è molto diversa da quella a cui ero abituata: tra mia madre e mio padre nella vita domestica c’è sempre stata molta collaborazione, invece qui i ruoli sono ben precisi e separati”, racconta Alice. 

Oltre a lavorare nell’area rom, tre mattine a settimana Alice è impegnata al centro d’ascolto, il primo “approdo” per le persone che si rivolgono alla Casa, portando il loro bisogno: dall'accoglienza all'orientamento lavorativo, dall'assistenza legale ai servizi informativi sull'immigrazione. “Questa parte mi piace molto, perché qui vedo applicazione diretta di quanto ho studiato. Non è sempre facile, perché a volte dobbiamo dire alle persone che non le possiamo aiutare, ma c’è anche tanta soddisfazione. Per esempio quando siamo riusciti ad accogliere una persona che avevo incontrato proprio al centro d’ascolto durante un colloquio: è stato bello sapere che ho aiutato qualcuno”, spiega. 

Tra le altre attività svolte da Alice, c’è l’accompagnamento nella quotidianità degli ospiti di So-Stare, seguendo le indicazioni di Iole e Chiara, l’affiancamento delle volontarie del guardaroba il giovedì mattina e, da poco, il “cineforum” con gli ospiti delle docce insieme a Ciro. 

Alla domanda se consiglierebbe in servizio civile in Casa della carità, Alice risponde: “Assolutamente sì
, ma occorre avere una forte motivazione alle spalle. Ogni giorno c’è qualcosa da fare e bisognare mettere in campo molte energie, perché gli stimoli che arrivano, sia dagli ospiti che dagli operatori, sono tantissimi”. 

 

Fondazione Casa della carità "Angelo Abriani" - via Francesco Brambilla 10 - 20128 Milano - C.F. 97316770151 - Credits

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