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Città, sofferenze, salute mentale

13 dicembre 2007

Convegno internazionale, organizzato in collaborazione con il Dipartimento di salute mentale dell'Oms di Ginevra

Giovedì 13 e venerdì 14 dicembre si sono tenute a Milano due giornate di riflessioni e approfondimenti sul tema della sofferenza mentale in ambito metropolitano, a cui hanno partecipato professori e studiosi di tutto il mondo.

Tenutosi nella nella sala Congressi della provincia di Milano, in via Corridoni 16, il convegno internazionale "Città, sofferenze, salute mentale" è stato organizzato dalla Casa della carità in collaborazione con il Dipartimento di salute mentale dell'Oms di Ginevra. Nell'occasione è stato presentato anche il Centro studi sofferenza urbana (Souq) che con analisi, ricerche, incontri e pubblicazioni si occupa di studiare i fenomeni di sofferenza metropolitana e avviare esperienze positive di promozione di salute urbana.

Le due iniziative nascono dall'osservazione che oltre il 40 per cento delle quasi 900 persone di 72 nazionalità diverse accolte in tre anni alla Casa della carità ha problemi di disagio psichico. Nella stragrande maggioranza dei casi non si tratta di pazienti di specifiche malattie mentali. Si ha a che fare, piuttosto, con le numerose condizioni di sofferenza psicologica e sociale che possono colpire individui, famiglie e intere comunità e che sono generate dalla povertà, dalla violenza, dall'insicurezza, dall'abbandono nell'infanzia e adolescenza, dall'emigrazione forzata e dall'esclusione. Quelle descritte sono sofferenze che si annidano quasi esclusivamente nelle aree metropolitane e a livello di contesti urbani, che fanno assomigliare l'area metropolitana di Milano più alle altre grandi città del mondo che non ai piccoli comuni della provincia e della regione.

Ora, dato che la popolazione delle città su scala mondiale proprio questíanno nel 2007 ha superato quella delle aree rurali, ecco che i problemi correlati a tali sofferenze saranno sempre più diffusi e pressanti. Milano non fa eccezione e deve misurarsi con tutto ciò. Per questi motivi, dunque, è nato il Centro studi e si è deciso di proporre alla città un convegno internazionale. Anche perché può essere utile ascoltare le esperienze e le testimonianze di chi, in nord e sud America, Africa, Asia ed Europa, ha a che fare da tempo con le sofferenze di metropoli sempre più megalopoli e con periferie sempre più favelas.

Il convegno è stato aperto dal direttore del Dipartimento di salute mentale dell'Oms, Benedetto Saraceno.

 

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