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Milano-Dakar: la solidarietà sfida i confini

17 luglio 2006

Un viaggio in pullman per avviare progetti di sostegno e inclusione sociale rivolti a donne e bambini senegalesi e promossi dalla Casa della carità in collaborazione con Ras, UniCredit e Provincia di Milano

Un pullman che permette a oltre 250 bambini della provincia di Kaolack, a quasi 200 chilometri a est di Dakar, di raggiungere la scuola del capoluogo ognuno dai propri piccoli villaggi sparsi intorno alla città. Nella capitale senegalese, invece, è stato avviato un progetto di formazione al microcredito rivolto a circa tre mila donne sole o con figli a carico, che vivono in condizioni di estremo disagio lungo i binari della ferrovia. Infine, a Saint Louis, nel nord del Senegal a 260 chilometri da Dakar, è stata lanciata uníiniziativa di promozione dello sport per i ragazzi della città.

Sono questi i tre principali progetti, che un'equipe di operatori e volontari della Casa della carità ha avviato in tre città del Senegal nell'ambito dell'iniziativa "Milano-Dakar: la solidarietà sfida i confini".

L'autobus, che è stato messo a disposizione del comune di Kaolack per la frequenza scolastica dei minori della zona, è lo stesso che i 20 operatori e volontari della Casa della carità coinvolti nel viaggio hanno utilizzato per raggiungere il Senegal. La partenza del gruppo è avvenuta da Milano lunedì 17 luglio, mentre l'arrivo nella capitale senegalese è avvenuto il 30 luglio dopo un percorso di cinque mila chilometri attraverso Francia, Spagna, Marocco e Mauritania.

L'iniziativa è stata realizzata grazie al contributo di Ras, società del settore assicurativo e finanziario del gruppo Allianz, e delle società del medesimo gruppo Mondial assistance e Agf assurances Senegal; di UniCredit attraverso l'Agenzia Tu di UniCredit Banca, e della provincia di Milano.

I partner operanti in Senegal, invece, sono l'Associazione femminile per lo sviluppo dI Guinaw rails, che opera con le donne che vivono lungo i binari delle ferrovie di Dakar, e le ong Icei e Cisv per quanto riguarda la proposta di allestire un campus sportivo per i ragazzi di Saint Louis.

"L'idea - ha spiegato don Massimo Mapelli, coordinatore dei progetti di accoglienza e ospitalità della Casa della carità - è venuta a un nostro operatore di origine senegalese, che ci ha proposto questa visita di solidarietà nella sua terra. L'abbiamo poi sostenuta perchè ci siamo resi conti che la nostra struttura ha accolto persone in difficoltà di oltre 50 nazionalità differenti. Il viaggio è un modo per andare noi, per una volta, incontro al disagio sociale che ogni giorno entra nella Casa della carità. L'ambizione è partire ogni anno per una destinazione diversa e portare la cultura dell'accoglienza e della solidarietà in quei paesi dove milioni di persone vivono in condizioni di estrema difficoltà".

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