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Profughi: finita l’Ena, continua l’emergenza

1 marzo 2013

Si conclude oggi l'accoglienza di migliaia di persone fuggite dalla guerra in Libia. Sei sono accolte dalla Casa, ma per molti l'unica alternativa è la strada

Chiusa ufficialmente oggi l’Emergenza Nord Africa (Ena), per quelle migliaia di profughi dalla Libia, Sudan, Mali, Nigeria, Somalia in fuga dalla guerra scoppiata nel febbraio 2010 in Libia, restano i problemi. E in molte situazioni si aggravano. Chiuso il capitolo Ena da parte del governo con il pagamento di una buonuscita di 500 euro, i quasi 18mila richiedenti asilo che risultavano presenti in Italia a fine dicembre 2012 (di questi 2400 in Lombardia e 600 nella provincia di Milano) sono dal primo marzo senza sussidi e senza un alloggio.

Chi era ospitato in strutture private (come nel milanese residence Ripamonti) le ha dovute lasciare e solo in parte ha ottenuto una sistemazione in strutture di volontariato, come alla Casa della carità dove sono ospitati tutt’ora quattro profughi cui se ne sono aggiunti in queste ultime ore altri due, o in strutture comunali, come è successo a Milano per iniziativa del comune.

Di fatto, il problema di molte migliaia di persone rimaste senza casa è stato demandato alla buona volontà e alla disponibilità delle singole organizzazioni di volontariato e alle amministrazioni locali più sensibili che si trovano, vista la crisi, con pochi mezzi e con poche risorse a disposizione per far fronte a una migrazione che vede trasferirsi molti profughi verso quelle città e regioni del nord dove immaginano di trovare più facilmente alloggio e lavoro.

La migrazione dal sud, dicono i primi rilevamenti, è già cominciata e a Milano sono già arrivati richiedenti asilo provenienti dalla Sardegna e dalla Sicilia. La situazione, insomma, rischia di diventare esplosiva nel silenzio di chi, sul fronte governativo, avrebbe dovuto gestire ben diversamente l’uscita dall’emergenza.

Per questo è indispensabile mantenere alta l’attenzione sul problema, far circolare le informazioni tra gli interessati, dar notizia di iniziative, comunicare con tempestività ogni indicazione utile. Sul nostro sito continueremo a farlo, a cominciare dai link che trovate qui sulla colonna di destra.

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