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Cercasi "Famiglie d'appoggio"

10 giugno 2014

Le realtà, tra cui la Casa, che a Milano partecipano al progetto "Emergenze sostenibili" cercano persone che si mettano in gioco insieme a giovani migranti.

Famiglie, coppie di fatto, persone adulte che possano mettere a disposizione del tempo da passare con ragazzi, alcuni ancora minorenni, altri da poco maggiorenni, fuggiti da soli (non accompagnati da nessun parente) dai paesi dell’altra parte del Mediterraneo, Egitto, Sudan, Magreb, Somalia, ma anche dall’Afganistan, in cerca di un futuro migliore e soprattutto lontano da guerre e conflitti.

“Famiglie d’Appoggio” è l’ultimo progetto lanciato dal Comune di Milano e dal network di associazioni (tra cui la Casa della carità) che da tempo lavorano insieme nel programma “Emergenze sostenibili” avviato proprio per garantire a tanti minori non accompagnati, arrivati in questi anni nella nostra città dopo un lungo viaggio via mare e via terra, un’ospitalità e un accompagnamento in adeguate strutture d’accoglienza. Decine e decine di ragazzi tra i 16 e i 17 anni, molti dei quali ormai diventati maggiorennni, hanno potuto imparare la lingua, seguire corsi scolastici, apprendere un lavoro, ottenere tutti i documenti necessari per iniziare iniziare un percorso autonomo. Grazie al lavoro di operatori e volontari di tante associazioni del privato sociale, lo sforzo di Milano per aiutare ragazzi lontani dal loro paese e dalle loro famiglie è stato notevole. Ma adesso serve qualcosa di più. Occorre il coinvolgimento dei privati, famiglie o singoli adulti che dedichino tempo, attenzione, ascolto a questi ragazzi che hanno dovuto crescere troppo in fretta, scoprendo spesso sulla loro pelle quanto potesse essere un inferno quel paradiso del benessere in cui credevano di essere arrivati.

Il programma “Famiglie d’Appoggio” è un appello a chi vuol dare una mano a Milano nello sperimentare un nuovo modello di accoglienza che aggiunga alla professionalità delle associazioni coinvolte, indispensabile per gestire i tanti progetti (dal counselling all’accademia civica), il calore e l’affetto di una famiglia.

A chi aderirà al programma “Famiglie d’Appoggio” non sono richiesti nè un impegno eccezionale nè sforzi sovrumani. Semplicemente viene chiesto di fare quello che farebbero con un loro figlio, un loro nipote,  un loro conoscente condividendo insieme un pranzo, andando in gita con amici, dando una mano a fare i compiti, guardando insieme un film. Piccoli atti che possono assumere un enorme significato e valore nel programma di integrare questi ragazzi nelle comunità che vivono nel territorio favorendo il loro inserimento nella socialità delle reti di relazioni della comunità di riferimento che è poi l'unico modo per gettare un ponte tra i ragazzi e la città.

Per aderire al progetto “Famiglie d’Appoggio” ci si può rivolgere direttamente a una delle associazioni coinvolte (CeAS, Comunità Progetto, Farsi Prossimo, Il Bivacco, Intrecci, La Cordata, Spazio Aperto Servizi, Tuttinsieme, Casa della carità, Casa del giovane) o a [email protected], telefono 335. 1251974. Il modo in cui si potrà aderire verrà deciso insieme.




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