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Casa della Carità
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Il racconto dell'Estate alla Casa

Ora che l’estate si avvicina al termine e finisce un po’ per tutti il tempo delle vacanze, vogliamo provare a fare un bilancio delle iniziative promosse dalla Casa della carità

“Momenti semplici di socialità, piccole ma importanti occasioni di incontro per chi non può lasciare Milano e non deve sentirsi abbandonato, a cominciare dai chi è più in là con gli anni”. Così il nostro presidente, don Virginio Colmegna, presentava “Estate alla Casa”: un ricco programma di iniziative, che si sono concluse mercoledì 31 agosto con una grande cena, e dedicate ai nostri ospiti, ma anche a tutti i residenti del quartiere che in queste settimane sono rimasti in città.

 
Il grande pranzo di Ferragosto a Bruzzano. Foto di Francesco Falciola.
 
 

Come lo scorso anno, il tradizionale pranzo di Ferragosto si è svolto alla Parrocchia della Beata Vergine Assunta di Bruzzano, dove era in corso il progetto di accoglienza dei profughi. Molte delle persone seguite dalla Fondazione si sono ritrovate lì per una grande festa, che ha radunato oltre 200 partecipanti. Se questo è stato il momento clou dell’estate, sono state davvero tantissime le attività proposte in Casa della carità e sul territorio.

 
 

CasAnziani: insieme contro la solitudine

Essendo un periodo dell’anno particolarmente delicato, segnato da un senso di solitudine ancora più forte dal momento che le famiglie, in molti casi, sono via per le ferie, le porte di Casa della carità sono rimaste aperte per gli anziani del quartiere, che hanno potuto trovare ancora tante proposte di socializzazione e divertimento: dall’immancabile tombola alle anguriate, fino alle visite in città da Palazzo Marino all’Acquario Civico. “Agosto - spiega Doudou, responsabile di CasAnziani - è stato dedicato alla musica e ai balli grazie al cantante Attila, grande amico dei nonni e vero e proprio trascinatore del gruppo”.

 
 
 

Comunità minori: non ci si è annoiati mai

Bilancio più che positivo anche per la comunità per minori stranieri non accompagnati, che oggi accoglie sei ragazzi provenienti da Egitto, Kosovo, Gambia, Guinea e Senegal. “Dopo un’iniziale titubanza, tutto quello che abbiamo proposto è stato un successo”, commenta Diego uno degli educatori. Insieme agli altri giovani ospiti di Casa della carità, accompagnati da operatori e volontari, a luglio i ragazzi hanno trascorso tre giorni in campeggio in Val d’Aosta e poi al mare, in Liguria. E quando si è rimasti in città, non c’era comunque da annoiarsi, con i pic-nic al parco, a Milano o alla Villa Reale di Monza. “Abbiamo fatto un giro sul risciò - racconta ancora Diego - ci siamo spaccati fisicamente… ma anche dalle risate”.

 
 
 

SoStare: relax e qualche piccolo vizio

Un modo per uscire dalla routine e per trovare quel senso di “normalità” di cui spesso si è alla ricerca. Questo hanno rappresentato, per gli ospiti di SoStare, i giorni di ferie trascorsi tutti insieme a Rimini oppure in montagna, a Selvino, dove hanno preso la cabinovia per fare un pic-nic sul monte Poieto. E poi ci sono state le uscite in città: dall’Acquatica, insieme agli altri giovani ospiti di Casa della carità, al Museo di Storia Naturale. “Tutto si è svolto in un clima molto armonico, e queste attività hanno rappresentato per gli ospiti della comunità uno spazio di relax e divertimento, e anche un’occasione per concedersi qualche piccolo vizio”, dice Chiara, una delle educatrici di SoStare.

 
 
 

Da via Sacile verso il mare infinito

Le iniziative proposte per l’estate hanno rappresentato anche un modo per “fare gruppo”, tra ospiti ed educatori. Come è avvenuto per il Centro di Emergenza Sociale di via Sacile, dove le attività estive hanno coinvolto soprattutto bambini e ragazzi. Alcuni di loro hanno frequentato il Grest della vicina Parrocchia di San Nicolao della Flüe, guidata da don Emanuele, e hanno avuto la possibilità di fare una gita in montagna. Divisi per fasce d’età poi, dalla terza alla quinta elementare, scuola media e adolescenti, si sono svolte tre gite in giornata ad Alassio. “È stato bellissimo - commenta l’educatrice Valentina - perché molti di loro non avevano mai visto il mare ed è stato uno shock, in senso positivo. Erano impressionati dalle dimensioni perché non riuscivano a vederne i confini”. Secondo Valentina, queste uscite hanno rappresentato anche un modo per rafforzare le relazioni tra i giovani ospiti (rom romeni, ma anche famiglie sfrattate italiane e straniere di diverse nazionalità) tra i quali si sono create nuove dinamiche di amicizia. 

 
 
 

Custodi sociali: un'estate all'insegna della condivisione

Molti appuntamenti dell’estate si sono tenuti nella sede della Casa, ma altrettanti sono stati organizzati nei cortili dei caseggiati popolari che rientrano nel progetto “Scegliere insieme la strada di casa”: dai pranzi di condivisione alle merende nei cortili, dal cineforum ai momenti di socializzazione, sempre con l’obiettivo di stare insieme e combattere la solitudine. “La cosa bella - commenta Jean Pierre, referente del progetto per la Casa della carità - è che si stanno avvicinando nuove persone: non solo anziani, come quelli che seguiamo di solito, ma anche di diverse età. Inoltre, le merende, oltre a coinvolgere i residenti delle case popolari con cui solitamente ci relazioniamo, hanno richiamato anche altra gente del quartiere”.

 
 
 

Il presidente della fondazione

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