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Domenica delle palme nella passione del Signore

Is 52, 13-53,12; Sal 87; Eb 12,1b-3; Gv 11,55-12,11

13 aprile 2014

L'Omelia

“Corriamo con perseveranza nella corsa che vi sta davanti”, abbiamo ascoltato nella lettera agli Ebrei. E noi siamo qui con l’ulivo tra le mani, segno di pace e riconciliazione. É una pace attraversata dal dolore, dal giusto che si fa ed è uomo dei dolori. É la profezia di Isaia che ci chiede di portare in noi la storia dell’umanità trafitta, delle tante vite di scarto, che sembrerebbero senza volto, senza nome ma che al contrario tracciano un solco di sofferenza amica e partecipe anche nel nostro cuore, nella nostra carne. Non possiamo solo assistere al dolore, perché è nostro, è dentro di noi. Non siamo indifferenti, contempliamo la profezia che ascolteremo anche il Venerdì Santo. Eppure non ci si ferma, non si rimane passivi e sconsolati. Sentiamo in noi il brivido dell’ingiustizia, del Servo che si fa carico della violenza e della morte consegnata con inquietudine sofferta al Dio che vuole e ci ridona speranza. Ecco, mentre contemplo e sento in me il dolore e lo strazio lacerante della profezia, sento risuonare le campane che si fanno voce, chiamata a raccolta di questa umanità che si sente parte di questo cammino, di questa corsa verso una meta che può e deve essere di pienezza di vita. “Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betania, dove si trovava Lazzaro… Maria prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparsi i piedi di Gesù…”

É la vita ridonata per un tempo ancora limitato di Lazzaro, ed é il profumo pieno di bellezza, prezioso che si riversa sui piedi di Gesù, vittima innocente che darà la vita per regalarci la pienezza di una convivialità piena di gioia, profumata dalla speranza e dall’amicizia piena di pace. Ma capite quale mistero di vita si nasconde in quel gesto della donna, di cui sappiamo soltanto che si chiama Maria e che spreca, sciupa denaro per far sì che la casa dove vi è Gesù, che avrà il corpo lacerato, sia inondata di profumo? Sì, quel corpo deposto nel sepolcro piagato e lacerato ora è profumato, con i piedi inondati di questo nardo prezioso. Il cammino, la corsa non si arresta, la morte che entrerà in noi non arresta il cammino. Pasqua ricorda questo passaggio. Si tratta per noi di “profumare” , versare abbondantemente segni di speranza, cura amata.

É quella eccedenza della carità che deve segnare anche il nostro cammino, anche qui in questa Casa dove si vuole vivere questa settimana di Passione e di Risurrezione. Ecco perché il gesto del Giovedì Santo sarà pieno di questo regalo e simbolo di prezioso profumo. In Maria vi stanno tutte le storie di vita scartate, senza volto, sul quale si abbatte un destino apparentemente senza futuro di marginalità, di esclusione. É in quei poveri senza potere che si nasconde e si rivela la bellezza di gesti senza calcolo, abbondanti di amore che sfugge alla retorica, allo scontato. Sono scelte che vengono richieste anche a noi, al nostro tentennare dubbioso e triste o carico di incertezza. Il Signore ci chiede di lasciarci travolgere da questo gesto d’amore e di non pensare che tutto vada calcolato, centellinato come azione che chiede un risultato. Quei trecento denari che avrebbero sostituito lo sperpero di profumo erano apparentemente, quantitativamente rilevanti, ma erano intrisi di ipocrisia, erano senza amore. Si tratta di amarci da poveri in modo eccedente, che sconfina, che si fa prossimo anche là dove parrebbe sentirsi la fatica e l’apparente calcolare per trattenere qualcosa.

Il Signore ci chiede tutto, di lasciarci attrarre da questo cammino, di vivere con lui questo mistero di passione e di speranza. In noi deve entrare questo fremito, come Chiesa, come popolo di Dio, che ha nel suo cammino volti e storie di sconfitta, di dolori. É un popolo che ci consegna la speranza che è nelle tante vittime, nel cammino dei poveri, della povertà che segna la nostra vita ed è per questo che celebriamo questa Eucaristia, memoria di corpo donato e sempre versato, presenza di Gesù, Pasqua di vita piena. Ecco siamo chiamati a comprendere la grandezza dell’amore con il quale il Padre ci ama. Teniamo nelle mani questo segno di pace, portiamo questo ulivo nelle nostre case, sentiamoci richiamati all’abbondanza dell’amore che si rivela proprio quando viviamo gesti apparentemente inutili, senza risultati. Ed é proprio  quanto ci é richiesto in questa casa dal nostro fondatore che ci guarda dal cielo. Noi lo invochiamo, perché custodisca il nostro cammino, la nostra corsa che deve rinnovarsi senza perdere questa intensità, questa follia della carità.

Tanti motivi vi sono per ragionare come quel discepolo che poi tradirà, apparentemente comprensibili, come lo é nella protesta del figlio maggiore della parabola. Il Signore Gesù ci chiede di cambiare criterio, che ciascuno di noi faccia un po’ come Maria.

Una poesia - La donna del profumo

Donna, chi sei?
Maria, quale Maria?
quel profumo prezioso
sciupato, abbondante
che profuma piedi
di un condannato a morte,
tradito dal cassiere
discepolo con la cassa
che non tollera
regali sciupati
ipocrisia subdola
di cuore inaridito

Maria donna innamorata
di amore sregolato
che conserva la tenerezza
di donna inginocchiata,
che si sente rialzata
presa per mano
da questo Gesù
maestro d’amore.

Il profumo inonda
La casa dove tanti
Indifferenti e normali
Si rassegnano alla morte,
al calvario della croce
che il giusto subirà
con tanti spettatori tristi

Maria rompe
la rassegnazione impotente
e riversa il profumo
abbondante e generoso
amore dilatato
che abbraccia come storia
di poveri sconfitti
vittime innocenti
che non stanno a vedere
lo spettacolo della croce
ma prendono il cammino
che va sul calvario
seminando la via
di fiori profumati, ulivi di pace
di gesti di amore
giustizia che parrebbe sconfitta
dove si apre però
un futuro di luce

Grazie Maria
Donna,
che ha sentito il Maestro
dire con forza
“pubblicani e prostitute
saranno davanti a voi”

E noi chiediamo
a Maria la madre di Gesù
come a Cana
di chiedere il vino abbondante
di gioia pasquale
ebbrezza felice
che entra in questa Casa
che chiede di vivere
una settimana
Santa davvero
profumo, profezia di risurrezione

Donaci Signore
tutta l’acqua dei giorni
dal boccale della nostra vita
donaci il tuo spirito
che trasformi
questa povera acqua
nel profumo prezioso del tuo Amore
senza confini

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