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Casa della Carità
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Un accompagnamento sociale per chi usufruisce delle docce pubbliche

13 dicembre 2012

Lo ha messo in campo la Casa a titolo gratuito e grazie a un accordo con il Comune di Milano. “Vogliamo far diventare le docce un luogo di osservazione e un punto di partenza per percorsi di cittadinanza”

La Casa della carità, da oggi, garantirà un intervento di accompagnamento sociale a chi usufruisce delle tre docce comunali di Milano, dalle quali ogni giorno passano almeno 2500 persone. Il servizio, ha spiegato l'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, avrà nuove regole e sarà erogato gratuitamente dal 1 gennaio 2013.

“Come fondazione – spiega don Virginio Colmegna – ci impegniamo perché riteniamo sia importante ridare dei volti alle tante storie che passano per questo servizio in maniera anonima. E perciò offriremo a queste persone tutte le occasioni possibili per cominciare dei percorsi di cittadinanza”.

L'idea nasce dall'esperienza fatta con il servizio docce che la Casa fornisce nella sua sede di via Brambilla due volte a settimana. Da quando è stato aperto nel 2004, ne hanno usufruito più di 1600 persone e nel 2011 sono state erogate 3.903 prestazioni. Il servizio, completamente gratuito, opera in stretto contatto con il nostro centro d'ascolto che cerca di fornire indicazioni e risposte ai bisogni di chi è in una situazione di difficoltà tale da non avere nemmeno la possibilità di curare la propria igiene.

La sperimentazione che abbiamo iniziato segue questo modello. Fuori dalle tre sedi di via Anselmo Da Baggio, via Monte Piana e via Pucci, garantiremo una presenza settimanale, con un camper (donato alla fondazione), operatori sociali e volontari pronti a fornire ascolto e assistenza a chi ne farà richiesta.

Non solo, il camper sul quale verranno effettuati colloqui e interventi, nel corso della settimana, sarà impegnato in un servizio di unità mobile, per monitorare le situazioni di grande povertà e disagio estremo presenti sul territorio milanese.

“Vogliamo far diventare le docce comunali – conclude don Virginio Colmegna in pieno accordo con l'assessore Majorino – un luogo da cui guardare ai bisogni delle fasce più deboli della cittadinanza, un osservatorio grazie al quale capire, da un punto di vista quantitativo ma anche qualitativo, i fenomeni di esclusione, emarginazione e sofferenza urbana che toccano la nostra città. E, soprattutto, un punto di partenza per avviare percorsi di orientamento e accompagnamento verso l'autonomia e la piena cittadinanza”.

[sopra, alcune volontarie al lavoro nel locale docce della Casa della carità - foto: Davide Zanoni]

 

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