1. Vai al contenuto della pagina
  2. Vai al Menu Principale
Casa della Carità
dona ora
 
 
 

Contenuto della pagina

 

Di corsa per la merenda

5 novembre 2015

Il racconto di due sostenitori della Fondazione che, per garantire una merenda ai bambini della Casa, hanno affrontato le maratone di Berlino e Amsterdam, lanciando una campagna di crowdfunding

Berlino, Amsterdam e Crescenzago. Apparentemente non hanno nulla in comune. In realtà, a unirle c’è un filo rosso fatto di corsa e fatica, generosità e accoglienza, impegno e divertimento. A tesserlo sono stati Lorenzo Silvani ed Emanuele Iovine, due runners che hanno deciso di abbinare la loro passione per lo sport a una buona causa. E così, si sono iscritti a una corsa - rispettivamente la maratona Berlino per Lorenzo e quella di Amsterdam per Emanuele - e hanno accompagnato le loro gesta atletiche con una raccolta di crowdfunding a favore della Casa della carità, a Crescenzago. 

Il risultato, quindi, è stato doppio. Non solo i due maratoneti sono riusciti entrambi a tagliare il traguardo delle loro competizioni con grande soddisfazione, ma hanno anche sostenuto il progetto “Di corsa per la merenda”, dedicato ai bambini che frequentano il doposcuola della Fondazione. E che spesso una merenda non se la possono permettere. Per questo, ora che finalmente Lorenzo ed Emanuele possono riposarsi dopo le fatiche podistiche, li abbiamo intervistati per far raccontare direttamente a loro l’esperienza che hanno da poco concluso. 

Lorenzo, a Berlino

Come è nata l'idea di correre a fin di bene?
Lorenzo: Devo dire che ha contribuito molto l'ambito familiare, mia moglie è inglese e nel mondo anglosassone queste iniziative sono la norma. Poi, mi piace molto l'idea di non vivere una maratona solo come impresa personale, ma di usarla per contribuire ad una causa o un'istituzione in cui credo.
Emanuele: Già nel 2013, per la mia prima maratona, avevo legato la durissima preparazione, che da persona sovrappeso mi ha portato ad essere un aspirante maratoneta, a una raccolta fondi per una Onlus che conoscevo personalmente. Per me è sempre stato decisivo conoscere le persone e dichiarare un fine preciso della raccolta. Per “mettere le mani in tasca” agli amici di questi tempi devi essere sincero e trasparente. Allora, mi aveva entusiasmato vedere che la preparazione si accompagnava ad una crescita costante della raccolta fondi, e così a fine maratona mi sono promesso che ogni "impresa" personale avrebbe dovuto viaggiare di pari passo con un'impresa collettiva.

 

Come mai avete scelto la Casa della carità per il vostro crowdfunding?
Lorenzo: apprezzo moltissimo quello che fate e anche il modo in cui lo fate. Poi don Virginio Colmegna è sempre stato di casa (ha anche concelebrato alla cerimonia del mio matrimonio in Inghilterra), mio padre ha sempre collaborato con lui e ci tenevo a supportare un'organizzazione che opera sul campo a Milano. 
Emanuele: Conosco Elisabetta, che lavora alla Casa come educatrice, da tantissimo tempo e ho conosciuto e seguito don Virginio Colmegna in giro per la città... Non avevamo ancora avuto modo di conoscerci personalmente, ma in qualche modo sentivo di dovervi già un grazie per quello che facevate a Milano. Poi, il fatto che ora stia lavorando a Expo occupandomi di sostenibilità del cibo, mi ha fatto pensare a un progetto che non fosse solo "sfamare" le persone, ma in qualche modo aumentare la loro inclusione sociale: la merenda per i bambini del doposcuola mi è sembrata la destinazione migliore.

Emanuele, ad Amsterdam

Che reazioni avete avuto da parte delle persone a voi vicine a cui avete chiesto di sostenervi, donando per la Fondazione?
Lorenzo: Amici e conoscenti hanno apprezzato l'idea e mi hanno sostenuto. Sono contento del risultato, dato che è la mia prima raccolta fondi, ma spero che la prossima volta si raccolga ancora di più! 
Emanuele: È sempre bello vedere amici e conoscenti, che magari non senti da molto tempo, donare con generosità. Credo che così raccolta fondi diventi anche un modo per stringere nuovi legami con le persone sotto forma di solidarietà collettiva. La sorpresa più bella quest'anno, poi, è stata la modalità flash con cui è partita la campagna: in neanche due giorni ho ricevuto tantissime donazioni.  È incredibile come Facebook e Whatsapp, se utilizzati nel modo giusto, possano aiutare anche a fare del bene!

 
 
 

Il presidente della fondazione

Iniziative di spiritualità

La nostra newsletter

 
Torna ad inizio pagina