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La Commissione Europea mette in guardia l'Italia dalla “trappola della povertà”

10 gennaio 2013

Nel rapporto tanto citato a causa delle critiche su Imu e Ici, ci sono anche importanti indicazioni sull'impoverimento del nostro paese. Come segnalato anche dai dati della nostra fondazione

Martedì la Commissione europea ha pubblicato il rapporto “Employment and Social Developments in Europe 2012”, redatto dal dipartimento per l’occupazione, gli affari sociali e l’inclusione della Commissione e dedicato all'occupazione e agli sviluppi sociali nell'Europa a 27.  

I nostri media ne hanno parlato molto e – come spiega Il Post – in maniera non sempre esatta, per il paragrafo dedicato ad Imu e Ici. In realtà, il rapporto (è importante perché trae delle conclusioni ben più ampie – e gravi – per quanto riguarda la situazione del nostro Paese e gli effetti che la crisi ha avuto su di esso.  

A spiegarlo è l'Ansa, sul suo sito. La protratta crisi economica che ha colpito l'Ue ha "drammaticamente aumentato i rischi di esclusione sociale di lungo periodo", e questi, si legge nel rapporto, "variano enormemente" tra i diversi stati membri. L'Italia, insieme a Grecia, Spagna, Malta e i paesi Baltici, fa parte del gruppo di paesi in cui "c'é un alto rischio di entrare nella povertà e basse possibilità di uscirne, con la creazione di una massiccia trappola della povertà".

Una situazione della quale anche la Casa della carità, che guarda la realtà nazionale dal suo piccolo osservatorio milanese, ha conferma ogni giorno.  

La responsabile salute della nostra fondazione, Laura Arduini, infatti, proprio lunedì scorso, durante il seminario “Città possibili: tutela della salute e diritti di cittadinanza”, ha illustrato i dati raccolti su un campione di persone da noi ospitate negli ultimi sette anni. E ha concluso che  “l’accompagnamento ai percorsi di inclusione necessita di tempi lunghi per la ricostruzione della propria identità, mentre, al contrario, i tempi per lo scivolamento nella povertà sono diventati sempre più veloci”.

E, purtroppo avverte Bruxelles, "la situazione sta peggiorando dato che le prospettive attuali sono cupe" per il gruppo di paesi nel quale è inserito l'Italia. “È improbabile che l'Europa vedrà molti miglioramenti socioeconomici nel 2013 a meno che non faccia maggiori progressi anche nella risoluzione credibile della crisi, trovi risorse per gli investimenti necessari e faccia funzionare l'economia reale”. È l'allarme del commissario Ue agli affari sociali Lazslo Andor.

[nella soto sopra, la copertina del rapporto “Employment and Social Developments in Europe 2012”]

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