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Ciao Mohamed, ci mancherai!

18 giugno 2018

Ci ha lasciato un ospite storico della Casa. Il ricordo degli operatori che lo hanno conosciuto

"Era il 2 dicembre 2004 ed eravamo aperti da una settimana quando Mohamed è arrivato alla Casa, su segnalazione di una parrocchia della zona sud di Milano, perché aveva trovato rifugio nel porticato della chiesa. A settembre del 2005 lo avevamo allontanato, ma dopo un mese è tornato e da quel momento è rimasto sempre con noi". Così Fiorenzo De Molli, direttore dell'Area Accoglienza, ricorda Mohamed, uno dei primissimi e storici ospiti della Casa, che ci ha lasciato sabato scorso all'età di 75 anni.

Mohamed aveva lasciato da giovanissimo la sua terra, per girare il vecchio continente come circense. "Certo, era marocchino di origine, ma praticamente era un cittadino d'Europa visto che per il suo lavoro di circense ha girato ovunque per 40 anni", racconta Stefano Bianchi, responsabile dell'accoglienza uomini, uno degli operatori che lo ha conosciuto meglio.

Rimasto senza lavoro a 58 anni, si è trovato all'improvviso senza più niente e da lì è iniziata la sua vita sulla strada, segnata anche dai problemi con l'alcol. Alla Casa è iniziata la sua seconda vita, da "pensionato". "Lo abbiamo aiutato con i documenti e a riacquistare i suoi diritti di cittadinanza, ha potuto essere curato e ha anche lavorato come venditore del giornale di strada Scarp de Tenis. Insomma, si è rimesso in piedi", dice ancora Fiorenzo, che ricorda Mohamed come un uomo mite, che conosceva bene la Casa da cui era stato praticamente adottato. Impossibile non notarlo ogni mattina all'ingresso della Casa, silenzioso, con l'immancabile sigaretta.

"Apparentemente poteva sembrare burbero, ma in realtà era una persona dolce ed è riuscito a farsi voler bene da ospiti e operatori, e anche dai medici e dagli infermieri che nell'ultimo periodo lo hanno avuto in cura. Faceva davvero parte della Casa e mancherà a tanti perché era un punto fisso, anche se era molto schivo e parlava molto poco di sé. Era più in confidenza con gli altri ospiti marocchini, mentre da noi operatori veniva in sempre in punta di piedi, magari con il pretesto di essere aiutato a far funzionare il telefonino, mentre poi voleva dirci qualcosa", aggiunge Stefano.

Ora Mohamed tornerà in Marocco, a riabbracciare la sua terra che voleva tornare a visitare.

A Mohamed un saluto e un grande abbraccio da tutti noi. 

Mohamed ritratto da Armado Rotoletti nel 2005
 
 

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