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Casa della Carità
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Ciao Jessica

24 febbraio 2018

Jessica Faoro, la giovane assassinata l'8 febbraio a Milano, in passato era stata ospite della Casa della carità. Il nostro operatore Fiorenzo l'aveva conosciuta bene e la ricorda così


"Era all'inizio di ottobre 2016, quando nel Centro di Emergenza Sociale si sono presentati due ragazzini. Lui diciannovenne e lei diciottenne, adulti per la legge ma con il volto da bambini. Lui, capelli corti, scuri, grande sorriso; gli occhi dolci, ma l'espressione da duro, un fiume di parole. Lei, capelli lunghi biondi, occhioni azzurri, silenziosa in adorazione del suo lui. Due ragazzini, che se li incontrassi in piazza Duomo, li invidieresti perché penseresti quanto gli stia sorridendo la vita che sta sbocciando in loro .

Due ragazzini accolti al Centro perché “senza dimora” fanno pensare a tutta la sofferenza e la fatica che le loro giovani spalle hanno già dovuto portare. Nei due mesi di accoglienza abbiamo voluto bene a Jessica e Alessandro: abbiamo tentato di far breccia nelle loro vite illudendoci di esserci a volte riusciti; abbiamo tentato di rendere realizzabili e possibili i loro sogni impossibili, invano. Abbiamo custodito le loro fatiche e i loro frequenti litigi; abbiamo cercato di dare spazio a ciascuno dei due cercando di intuire i doni e le doti di ciascuno (come cantava bene Jessica...). Abbiamo cercato di “dare respiro” a lei quando il rapporto era conflittuale.

Ma due mesi sono pochi e Jessica se ne è andata dal Centro senza Alessandro. Dopo qualche giorno è tornata, sola, e allora le abbiamo proposto di “fermare un attimo la sua sofferenza” venendo ad abitare in Casa della carità: la sosta è durata lo spazio di una notte e poi Jessica, senza dire nulla quasi per non disturbare, ha scelto di riprendere il suo tribolato percorso di vita. Un altro fugace contatto telefonico nel quale, con Alessandro in carcere, le abbiamo dato un appuntamento che, dopo essersi confrontata con il suo Ale nel colloquio settimanale, ha scelto di disertare. Poi più nulla, fin quando è tornata prepotentemente alla ribalta per la sua tragica morte.

Difficile cogliere il senso di una vita così breve e così “maledetta”. Eppure, da credente, sono convinto che “l'Uomo della Croce”, proprio dall'alto della croce ha sempre accompagnato con il suo sguardo Jessica, nel suo fugace e sofferto percorso di vita e Lui certo conosce il senso e il valore di questa fragile esistenza".

Fiorenzo De Molli
Direttore ospitalità e accoglienza


 

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