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In cammino con Maria di Nazaret

Cammino di spritualità 2013/2014 - Domenica 20 ottobre

Non potevamo avviare il nostro percorso di spiritualità" in cammino con i poveri" non iniziando da Maria, la povera di iavhè."Nel sesto mese"si dice in Lc1,26.
I biblisti si soffermano su questo numero sei proprio perché l'evangelista Luca, da grande e profondo annunciatore della buona notizia che è Gesù vuole sottolineare che Maria appare sulla scena della salvezza ancora fragile, in attesa della perfezione (non ancora sette).
Questa cifra indica la vocazione di Maria, la sua umiltà e insieme grandezza dello svelare l'amore di Dio per l'uomo.” Sei, infatti è la lettera waw, il segno dell’Adam, è la spina dorsale, il gancio che unisce la terra al cielo, che innalza la polvere fino al  Paradiso" cosi riflette A.De Souzenelle("la lettera  strada di vita,Servitium, Bergamo 2003,71-72).
Infatti l'uomo è stato creato il sesto giorno(Gen 1,26-31) e Dio chiama l’opera molto buona perchè l’uomo è immagine di Dio , la creazione tutta esce dalle mani di Dio, con lo spirito che aleggiava sulle acque (Gen1,2).

E la nuova creazione, l'uomo nuovo, Cristo è concepito nel sesto mese. Le acque sono ancora le stesse, inesauribile fonte di vita. Questa potenza creatrice, queste acque nel tempo nuovo sono contenute da Maria-Mjriam la giovane creatura amata e fecondata dall'amore di Dio. Si noti che il suo nome è scritto in ebraico con la stessa lettera della parola acqua, segni di maternità.”due mem aprono e chiudono questi vocaboli di tenerezza.
L'acqua-Mjriam è scritta proprio così: una mem iniziale e un mem finale,chiusa”.
E’ una annotazione esegetica di Anastasi di Gerusalemme ,una consacrata carmelitana.
È figura del grembo che si apre ad accogliere il figlio, che si chiude per custodirlo, farlo crescere per poi portarlo al mondo, farlo nascere e vivere con i suoi fratelli, con l'umanità intera, con il creato che porta i segni dell'amore di Dio.

Maria è la donna che  annuncia che nel sesto mese sul mondo scende la potenza di Elohim. Il profeta Aggeo (Ag1,1-8) dice ”nel primo giorno del sesto mese disse il Signore... ricostruite la mia casa. In essa mi compiacerò e manifesterò la mia gloria”.
E’ da contemplare il mistero operato in Maria, al sesto mese per entrare nella nuova creazione, nella ricostruzione della casa di Dio. Vecchio e nuovo rivivono questo mistero della nascita come il vecchio Simeone che dirà “ora lascia che il tuo servo vada in pace" (Lc 2,29).

Vi è sempre un inizio, l'eternità è il perenne inizio, dove il tempo è dilatato, alla vecchiaia è sostituita la giovinezza, alle cose antiche la novità dell’evangelo.
In Maria è contenuto e custodito l'amore creatore, l'inizio del nuovo sempre capace di essere novità perenne. Credere guardando e pregando Maria significa avventurarsi nell'inizio, iniziare il cammino della vita appunto. Si può allora rotolare via la pietra pesante del sepolcro, perché la morte è sconfitta e rinasce la vita, anzi fiorisce la vita.
Maria di Nazaret ci indica e ci regala questo fiorire della vita. Bernardo di Chiaravalle(-Lodi alla vergine madre), ci dice che la radice ebraica nazar indica appunto il fiorire.
L'inizio del cammino si può avviare con uno sguardo contemplativo. Certo non è un cammino lineare, ma è un lottare nel mezzo dei contrasti, del dolore. A Maria è annunciato che una spada attraverserà il suo cuore. Maria è lì ai piedi della croce che condivide lo strazio e il dolore del figlio.

Come ciascuno di noi deve portare nel proprio corpo questa prossimità al dolore del mondo Gabriele, l'angelo forte è come Giacobbe che è lottatore fin dal grembo materno. In genesi(2,26)si dice che ”Giacobbe  nasce tenendo in mano il calcagno del fratello” quasi a indicare che non vi è nascita senza conflitto e lotta fra fratelli ,anche gemelli.
Come anche Giacobbe lotta con l'angelo di Dio (Gen32,26) ”Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora”
E’ certamente diverso il sussultare nel grembo di Elisabetta ,che è un danzare di gioia come fece Davide all'incontro con l'arca dell'alleanza. Gioia e dolore, tenerezza e contrasto convivono e Maria ci indica che questo cammino è comunque assicurato nella vittoria definitiva e senza ritorno.
Finché viviamo nel tempo ci affatichiamo ma Maria ci indica che la speranza fonda il nostro cammino. Maria porta in sè tutta la storia umana,la sua preghiera,le lacrime,le speranze delle tante donne che segnano e narrano la storia della salvezza.

Il pianto delle madri sterili è accolto nella gioia di Elisabetta che in età avanzata concepisce ,è riempito dello stupore di Sara che concepisce  Isacco, ormai avanzata in età.Maria non è sola, è compagna di strade già frequentate, viste oppure ancora da conquistare. Sempre si offrono nuovi spazi per l'incontro con il Dio vivente.
La fede in Gesù, contemplando Maria, è un continuo stupirsi dell'amore creatore che germoglia e feconda la storia. Maria ci mette nel cammino della speranza, perché è povera, fedele e obbediente, umile e silenziosa.

Lo “shekina”, cioè lo svelarsi di Dio non è più nella tenda e nemmeno nel tempio ma ”in spirito e verità”(Giovanni 4,20-24). Vive nel cuore, nel grembo di ogni uomo e donna che vengono al mondo. In ognuno riposa il sigillo della dignità di figlio. Ecco perché Maria si fa umile e ultima degli ultimi, trascina tutta l'umanità, camminando da povera con i poveri, perché nessuno sia escluso o dimenticato.  Maria porta in sé, nel suo migrare tutti noi, l'umanità sofferente, quei migranti che fuggono come lei fece con Giuseppe e il bimbo per sfuggire alla tirannia di Erode.

Come Maria sentiamo atroce la sofferenza di vedere in lei la fuggitiva che si salva in Egitto, mentre vittime innocenti sono sacrificate dal potere omicida. Maria con il suo sì ,la schiava di Dio ci regala futuro. Maria è consacrata,donata a Dio per far fiorire ogni sterilità, per riscattare con lei ogni prigionia “convertitevi e credete al Vangelo”. Per iniziare il cammino dobbiamo lasciarci trascinare dal sì di Maria. “Gioisci, piena di grazia”. Ripetiamo come Rosario, litania di pace questo “gioisci  piena di grazia”. Il nome di Maria è ormai piena di grazia, il gratuito amore di Dio che ci fa pellegrini senza meta nostra perchè condotti da Lui per mano. Il sì di Maria è avventura di speranza. Insomma passa l’inverno,e ritorna il tempo del canto,dello sbocciare dei fiori (cantico 2,11-13). Gesù viene dal grembo di Maria e “ salverà il suo popolo dai peccati”(Mt1,21).
Maria al “sesto mese”  si mette in cammino,rompe gli argini del nascondimento.

Questa visita alla cugina Elisabetta è cammino, è un incontrare Elisabetta che si era tenuta nascosta per cinque mesi( Luca 1,24).. Finisce la paura, esplode in un canto di gioia, con cori e danze come fece Maria la sorella di Aronne all'uscita di Israele dall’Egitto (Es15,20)

È il saluto che fa sussultare di gioia( Luca 1,41. 44). Insomma è una liturgia di festa, di canti che rivelano che anche nella storia che viviamo siamo sempre visitati dall'amore di Dio. Il cammino con i poveri è pieno di questo fremito di gioia. Con i poveri si è felici, è il canto delle beatitudini.
La Chiesa sceglie i poveri, perché con loro ci si fa prossimi al Gesù povero “che da ricco che era si fece povero”. E Maria corre sulle strade per incontrare la cugina Elisabetta.
I poveri non hanno tempo per trattenere, possedere, sono desiderosi di incontrare, di fare visita.
Il verbo che Luca  usa per descrivere il movimento esprime, porta in sé la radice del” trafiggere, perforare”. Si alza, e risorge, si mette in cammino, in fretta come si dice anche nell'esodo (12,11) “lo mangerete in fretta è la Pasqua del Signore”.

Maria ci conduce attraverso il deserto, verso la terra promessa
Con il suo sì Maria riscatta dalla schiavitù, dalle prigioni oscure che a volte  ci legano.
E’ un sì come serva del Signore che libera, porta con sé il popolo di Dio, ognuno di noi.
E noi siamo capaci di dire questo si, che è consacrare la nostra vita in modo totale e libero. Maria, rende lode perché Dio non delude le attese dei figli nati dal suo amore, di generazione in generazione. In quel magnificat  ci sta tutto il canto della creazione, questa gioia perché Dio ha riposato il suo sguardo su di lei, ha guardato l'umiliazione di lei come un tempo aveva osservato la miseria di Israele in Egitto,e  aveva udito il suo grido e conosciuto le sue sofferenze (esodo 3,7). Maria magnifica il signore. E’ davvero da cantare come ciascuno di noi, la Chiesa deve lodare.”laudato sì mi signore”. in questo lodare ci sta tutta la tenerezza della compassione,dell’amicizia, dell’amore che fa sbocciare la vita.
Maria ritorna a casa ad attendere la pienezza del tempo (Gal 4,4) che arrivino per lei i giorni del parto. Mi sovviene l'immagine della colomba nell'arca con il ramo dell'ulivo che porta il segno che la distruzione del diluvio è passata, si può ricominciare.

Questo magnificat'è canto di tenerezza, di stupore perché ha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato gli umili, possiamo dire i poveri come lei.
Ecco perché mi permetto di sostare anche su Francesco, sulle sue lodi “laudatosi”.
E la tenerezza particolarissima ai poveri,ai più poveri tra i poveri, i lebbrosi. Il Celano dice ”l’animo di Francesco si struggeva davanti ai poveri e quando non poteva porgere la mano donava almeno il suo affetto”. La condivisione è un atto d'amore. Francesco era intransigente su questo punto. si pensi alla correzione imposta a un confratello che parlava male di un povero: ”su presto togli la tonaca, inginocchiati ai piedi del povero e accusa apertamente la tua colpa, e non soltanto gli chiederai il perdono, ma in più insisterai che preghi per te”.
In  Maria il Verbo, disceso dal grembo del Padre  nell'utero della vergine, come quella  scala che raggiunge il cielo mentre poggia sulla terra (gen 28,12).È un mistero da contemplare.

Dobbiamo anche noi stare a betlemme di Giuda,luogo del censimento di tutta la terra (Luca 2,1-5),prendere posto nella carovana dei pastori, dei Magi, cercare nella notte la casa, la casa del pane, (la Betlemme della nascita). Si lì ci attende Maria con il suo bambino,non tra ricchi e potenti.
Maria ci regala un cammino pieno di tenerezza,sa custodire ogni cosa nel suo cuore,anche quando le è annunciato il dolore(Lc2, 35).
L'amore è più forte della morte .dobbiamo in questo cammino che avviamo cantare il Magnificat,dire “laudato si” grazie a Lei la porta del paradiso è riaperta, I cherubini cedono il passo e l'albero della vita fiorisce e dona il suo frutto, il figlio di Dio.
Maria ci accompagna anche all’ora che Cristo aspettava( Giovanni 2,4; 17,1)
Sta ai piedi della croce come anche noi dobbiamo stare,  salire al calvario e ascoltare Gesù che dice  "donna ecco tuo figlio. Figlio ecco tua madre" (Giovanni 19,25-27)
E’ la Maternità di Maria per ognuno di noi. In quella camera dove Maria e i discepoli impauriti sono lì ad attendere il fuoco dello Spirito (At 1,13)
È lì che possiamo ricevere il dono dello spirito( atti 2,3). In questo abbraccio noi siamo nati, continuiamo a nascere, figli di grazia.
Nel silenzio Guardiamo e contempliamo il cammino di Maria con la lode nel cuore.

LODI A DIO ALTISSIMO
Tu sei santo, Signore, solo Dio, che operi cose meravigliose.
Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo,
Tu sei re onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra.
Tu sei trino ed uno, Signore degli dei,
Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene, il Signore Dio vivo e vero.
Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza,
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine,
Tu sei sicurezza, Tu sei quiete.
Tu sei gaudio e letizia, Tu sei la nostra speranza, Tu sei giustizia,
Tu sei temperanza, Tu sei tutta la nostra ricchezza a sufficienza.
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine.
Tu sei protettore, Tu sei custode e nostro difensore,
Tu sei fortezza, Tu sei refrigerio.
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede, Tu sei la nostra carità.
Tu sei tutta la nostra dolcezza,
Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile Signore,
Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.
Amen

don Virginio

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