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Casa della Carità
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“Qui fate politica, nel modo più alto, come scritto nella nostra Costituzione”

25 ottobre 2015

La Presidente della Camera Laura Boldrini ha visitato la nostra Casa. Don Colmegna: "Per tutti noi, è un forte riconoscimento per il nostro lavoro"

“Oggi sono qui come Presidente della Camera dei Deputati perché ritengo sia un dovere delle istituzioni andare in quei luoghi dove si danno risposte concrete ai bisogni delle persone, come fa la Casa della carità. Qui state in mezzo alla gente e questo deve fare la politica. Fate politica e lo fate nel modo più alto, così come è scritto nella nostra Costituzione, lo fate senza voltarvi dall’altra parte, senza essere vittime di quella che Papa Francesco chiama la globalizzazione dell’indifferenza”. Ha iniziato così il suo intervento alla Casa della carità la presidente della Camera Laura Boldrini, oggi in visita alla Fondazione. 

La Presidente della Camera visita il servizio docce con una delle volontarie che lo gestisce


“È la prima volta che un Presidente della Camera fa visita alla Casa della carità” ha dichiarato con orgoglio il presidente della Fondazione don Virginio Colmegna. “Avere qui la terza carica dello Stato è, per tutti noi, un forte riconoscimento al lavoro che abbiamo fatto e che stiamo facendo, e un bellissimo augurio in vista del nostro compleanno, il prossimo 24 novembre, che vogliamo festeggiare lanciando il tema: promuovere l'ospitalità praticando diritti".

Nel corso del pomeriggio, la Presidente ha prima visitato la sede della Fondazione, quindi, in un auditorium gremito, ha incontrato ospiti, operatori e volontari, che le hanno presentato i progetti sociali e culturali della Casa della carità sul territorio milanese. Tra questi, in particolare, è stato raccontato alla Presidente della Camera, il progetto di accoglienza svolto quest’estate insieme alla parrocchia di Bruzzano

Laura Boldrini si fa fotografare da un'ospite della comunità So-Stare, al secondo piano della Casa


“Quel che fate non sono piccole cose, ma cose essenziali perché l’accoglienza non va imposta” ha commentato Boldrini. “Bisogna creare occasioni di incontro tra le persone che arrivano nel nostro Paese e i cittadini italiani. La paura va compresa, ma per sconfiggerla serve conoscenza reciproca, che è un ottimo antidoto, è il segreto per una società coesa”. 
 

Infine, rispondendo agli interventi degli operatori, Boldrini ha anche commentato la legge sulla cittadinanza in discussione in Parlamento: “È un provvedimento che abbiamo atteso per 20 anni: non è la legge ideale, ma rompe quel muro che divideva i nostri bambini da quelli che crescevano insieme a loro venendo considerati stranieri. Si poteva fare di più, certo, ma non è stato facile arrivare a questo. Ci sono state molte reazioni, anche violente, che però non ci intimidiscono. Il riconoscimento dei diritti è fondamentale: senza diritti non si può costruire un percorso di cittadinanza".

A conclusione della visita, prima di foto e strette di mano con i presenti, alla Presidente della Camera sono stati donati alcuni libri significativi per la Casa: il discorso del Cardinal Martini “Paure e speranze di una città”, il volume che racconta i dieci anni di vita della Fondazione "Una bella storia" e le due pubblicazioni per l'infanzia promosse dall'Associazione Amici Casa della carità per il progetto "Pentole e pirati".

L'auditorium della Casa gremito per l'incontro con Laura Boldrini
 
 

Il presidente della fondazione

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