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I controlli di polizia da soli non bastano a garantire sicurezza

Dopo l'ennesimo blitz nei pressi della Stazione Centrale come Casa della carità torniamo a interrogarci

2 agosto 2017

"Dopo l'ennesimo blitz delle Forze dell'Ordine nei pressi della Stazione Centrale, il terzo in pochi mesi e a meno di una settimana dall'ultima operazione di Polizia, come Casa della carità torniamo a interrogarci su queste azioni e su come Milano possa rispondere al bisogno di sicurezza che avvertono molti suoi residenti." dice don Virginio Colmegna, all’indomani del servizio straordinario di prevenzione e controllo.

"Una domanda lecita, a cui però, crediamo, non si può e non si deve rispondere solo con operazioni di polizia, che pure sono importanti ma che da sole non bastano a risolvere i problemi. Quella della sicurezza, infatti, non è semplicemente una questione di ordine pubblico, ma è una questione politica e sociale e come tale va affrontata. E in primo luogo dovrebbero essere i rappresentanti della politica stessa, che oggi plaudono a questi blitz, a proporre interventi di coesione sociale che devono essere rilanciati", continua il presidente della Fondazione Casa della carità.

"Riproponendo una formula che ho già utilizzato, si potrebbe dire che a ogni operazione di controllo deve corrispondere un intervento di natura sociale con educatori di strada, assistenti sociali, mediatori culturali. E poi, più che un "restyiling", per sconfiggere il degrado occorre mettere al più presto in campo iniziative di carattere aggregativo e culturale, che permettano ad aree come quella della Centrale di tornare a essere vissute appieno da tutti i cittadini", prosegue don Colmegna.

"Ultimo, ma non per importanza, vanno cambiate le modalità d'ingresso degli stranieri in Italia proprio per favorire la regolarità. Per questo invito tutti a firmare per la campagna 'Ero Straniero - L’umanità che fa bene', con la quale chiediamo di cambiare la normativa Bossi-Fini in materia di immigrazione, aprendo nuovi canali legali di ingresso in Italia. Allo stesso tempo bisogna occuparsi dell’inclusione sociale di chi è già nel nostro Paese, legando in maniera sempre più stretta l’accoglienza dei migranti alla lotta all’esclusione", conclude il presidente della Casa della carità.

[La foto di copertina è di LaPresse]

 

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