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Sorpresa, in carcere si leggono poesie

28 ottobre 2014

Il progetto "Biblioteche in rete a San Vittore" sta entrando nel vivo. L'inaugurazione della rinnovata biblioteca del reparto giovani adulti, l'iniziativa #ZanzaUnLibro e i risultati di un questionario proposto a tutti i detenuti

Testi e codici di diritto civile e penale per capire meglio la propria posizione giudiziaria. Ma anche libri di poesia, testi di Alda Merini o di Pablo Neruda, di Omar Khayyam o di Kahlil Gibran. Nella babele di lingue, di nazionalità, di età e di abitudini che è il carcere milanese di San Vittore, anche una biblioteca di reparto può soddisfare quell’esigenza di normalità e di socialità cui ognuno ambisce anche dietro le sbarre, può riservare sorprese inedite come l’amore per la poesia o soddisfare inevitabili necessità come un testo di diritto.

È un’esperienza importante quella di “Biblioteche in rete a San Vittore”, progetto che vede coinvolti il sistema bibliotecario urbano di Milano, la Caritas ambrosiana, la nostra Fondazione con la Biblioteca del Confine, la Fondazione culturale San Fedele, l’Associazione Cuminetti e la Sesta Opera San Fedele, e che si propone di incoraggiare la partecipazione dei cittadini alla ristrutturazione del sistema bibliotecario interno al carcere, all’aggiornamento del catalogo libri e alla formazione di nuovi bibliotecari interni. Un momento importante di questo progetto è stata la presentazione, lunedì 27 ottobre, della Biblioteca del Reparto Giovani Adulti (il reparto dove sono detenuti giovani tra i 18 e i 35 anni di età) che, ridipinta, sistemata e arredata con nuovi mobili (e un divano, forse l’unico divano presente in un’area riservata ai detenuti in tutto San Vittore) offerti dalla multinazionale Ikea, è diventata finalmente così accogliente da far dire a John, uno dei bibliotecari interni: “Per noi è diventato un luogo di socialità e di svago, ma soprattutto di libertà di pensiero”.

Leggono soprattutto romanzi, libri di sport, di cinema, di fantascienza, molti fumetti, i ragazzi del Reparto giovani adulti di san Vittore. Tra i più richiesti, i best sellers di Dan Brown e Ken Follett, insieme ai fumetti di Topolino e Paperino. Ma anche nelle altre biblioteche di reparto (sette in tutto) più la biblioteca centrale al primo piano di San Vittore, la domanda di lettura è molto variegata. Da un’indagine, effettuata tra il 16 e il 24 luglio scorsi con un questionario (in varie lingue) sottoposto ai 902 detenuti presenti, sono infatti emerse conferme e sorprese sul livello di interesse per i libri e la lettura da parte di una fetta consistente degli ospiti di San Vittore.

Dei 902 detenuti cui è stato consegnato il questionario, 403 (più del 44 per cento) lo hanno compilato e restituito e, di questi, ben 316 hanno dichiarato il loro interesse per la lettura, nonostante solo il 19% sia in grado di leggere in italiano contro un 81% di impossibilitati a farlo perché non conoscono la nostra lingua. Più di un terzo dei presenti a San Vittore dichiara che gli piace leggere (316 su 902): un dato niente affatto scontato e che batte quelle statistiche ufficiali che dicono, per esempio, che un italiano su due non legge nemmeno un libro in tutto un anno. Per nulla scontato nemmeno che, tra i tanti servizi di cui necessiterebbe un detenuto costretto spesso a convivere in cella con altri cinque o sei compagni, una biblioteca di reparto potesse essere vista come una presenza di normalità, utile e rassicurante al tempo stesso.

Tra gli obbiettivi del progetto “Biblioteche in rete a San Vittore”, che punta sui cittadini che amano leggere ma vogliono anche condividere il piacere della lettura, c’è quello di arricchire il catalogo dei libri a disposizione dei detenuti che dovrà sempre più tener conto della domanda di testi in lingua straniera. Uno dei primi momenti di coinvolgimento dei cittadini sarà l’operazione #ZanzaUnLibro, in collaborazione con Associazione Italiana Editori e Bookcity che prenderà il via proprio durante la manifestazione in programma a Milano dal 13 al 16 novembre. I cittadini, in una serie di luoghi aderenti all'iniziativa come il bookshop del Castello Sforzesco, i Frigoriferi milanesi di via Piranesi e la libreria Hoepli, potranno scegliere da una lista un libro da acquistare e donare alle biblioteche di San Vittore.

Ma quali sono i libri preferiti dai detenuti? Dall’indagine esce confermata quella che è la prima necessità di un detenuto, soprattutto in attesa di giudizio: informarsi sulla propria situazione giudiziaria, spesso complicata, districarsi nella fitta ragnatela di codici e codicilli difficili da capire da chiunque e in particolare da chi non è cittadino italiano. Per questo, i testi più richiesti a San Vittore sono libri di diritto e codici. Subito dopo, nella hit parade delle Biblioteche di Reparto, romanzi e libri di cucina, apprezzati non solo dalla popolazione femminile dell'istituto di pena, ma da tutti quelli che vogliono prepararsi un pranzo diverso dal “rancio”. A tal punto che i manuali di cucina battono persino i gialli, tradizionale lettura passatempo.


Le sorprese cominciano dalla quinta posizione della classifica per generi, dove compaiono i testi di poesia, più richiesti di libri più popular come i volumi di sport, musica o medicina che, ovviamente, sono i più gettonati da chi è ricoverato in infermeria.

Più in dettaglio, dalle risposte fornite al questionario emerge che le detenute di San Vittore preferiscono leggere romanzi, testi di poesia, libri di cucina ma anche di psicologia. I giovani adulti romanzi, sport, cinema, fantascienza e fumetti. I detenuti del terzo raggio libri di poesia e di geografia. Quelli del 5° raggio preferiscono lo sport ai romanzi, mentre al 6° raggio i testi di diritto battono di poco quelli di cucina e i gialli.


Clicca qui per leggere l'articolo di OmniMilano Libri dedicato all'iniziativa

 
 
 

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