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Sei mesi di lavoro nelle biblioteche di San Vittore

23 luglio 2014

Il punto della situazione per quanto riguarda il progetto “Incontri ravvicinati”, cui partecipa anche la nostra Biblioteca del Confine

Tanto lavoro dietro le quinte all’interno del carcere per poter inziare a settembre una serie di eventi pubblici aperti ai detenuti e a tutta la cittadinanza. Per creare davvero quegli Incontri ravvicinati che danno il titolo al progetto cui partecipano istituzioni e realtà sociali milanesi.

É questo l’impegno che, da febbraio, ha visto la Biblioteca del Confine della Casa della carità protagonista nel carcere di San Vittore insieme al Sistema Bibliotecario del Comune di Milano (Sbu), la Caritas Ambrosiana, la Fondazione culturale San Fedele (che insieme alla Biblioteca del Confine fanno parte di Bibliorete), la Sesta Opera San Fedele, l’Associazione Gruppo Carcere Mario Cuminetti e lo stesso carcere di San Vittore.

“All’interno del grande progetto Incontri ravvicinati - spiega la responsabile della Biblioteca Cecilia Trotto - la nostra linea d’azione specifica si chiama Biblioteche in rete a San Vittore e, grazie al contributo di tutti, in questi mesi di lavoro, siamo riusciti a creare un vero e proprio sistema che metta in comunicazione tutte le biblioteche del carcere”.

Le biblioteche all’interno dello storico istituto milanese sono sette e i loro patrimoni librari sono stati tutti revisionati, eliminando i libri che non erano più utili o in condizioni accettabili e facendo spazio per nuove acquisizioni. Non solo, in tutte è stato installato il sistema di catalogazione digitale Bibliowin 4.0 che consente alle strutture di comunicare tra loro, proprio come accade al di fuori del carcere per le biblioteche dei diversi quartieri della città. Inoltre, si è lavorato anche sugli spazi e sugli arredi di ciascuna biblioteca, prevedendo ulteriori miglioramenti che verranno implementati nei prossimi mesi.

Il lavoro più importante però è stato fatto per e con le persone che dentro la casa circondariale sono recluse. Da un lato, tutti i detenuti hanno ricevuto un questionario, tradotto in dieci lingue, per capire come sfruttare al meglio gli spazi delle biblioteche e per conoscere le loro necessità e i loro interessi in fatto di letture. Dall’altro, 14 detenuti bibliotecari hanno partecipato ad un percorso di formazione alla catalogazione che ha coinvolto anche i volontari dell’associazione Mario Cuminetti.

“Oggi - prosegue Cecilia con entusiasmo - all’interno di San Vittore c’è una rete di biblioteche, esiste un’organizzazione funzionante per la loro gestione e, soprattutto, lavora un team di bibliotecati detenuti, formati e competenti, che si conoscono e collaborano tra loro. Con un pizzico d’orgoglio, potremmo dire abbiamo fatto i primi passi di un percorso che vuole rendere le biblioteche del carcere oggi sono più funzionali, più vissute e anche più belle”.

L’intenzione è far interagire il carcere con la città.
E proprio in quest’ottica, da giugno, grazie ad Incontri ravvicinati, in ogni biblioteca del Comune di Milano è possibile leggere i due giornali che si realizzano all’interno di San Vittore: Realtà Nascoste e Oltre gli occhi, quest’ultimo scritto dalle donne della sezione femminile.

Raggiunti questi primi obiettivi, ora Biblioteche in rete a San Vittore guarda oltre, verso i prossimi traguardi. Il primo è migliorare l’offerta di libri a disposizione dei detenuti, per arrivare al termine del progetto ad un servizio di prestito tra il sistema bibliotecario del carcere e quello della città di Milano cui accediamo tutti. Inoltre, il sistema di gestione delle donazioni è stato ottimizzato e, dopo l’estate, presso alcune librerie della città sarà possibile fare degli acquisti solidali, scegliendo da una lista apposita i volumi da donare alle biblioteche dei diversi raggi.

Il secondo, e il più ambizioso, è infine aprire canali di dialogo tra la città e la realtà del carcere e, per raggiungerlo, è stata programmata un’ampia e articolata serie di eventi che partirà proprio da settembre.


“Biblioteche in rete a San Vittore” è un progetto sostenuto da Fondazione Cariplo

 

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