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Tutti i traguardi di Biblioteche in rete a San Vittore

16 luglio 2015

Nel contesto del programma “Incontri ravvicinati” si è da poco concluso il progetto “Biblioteche in rete a San Vittore”, che ha visto la partecipazione della Biblioteca del Confine della Casa della carità, insieme alla Caritas Ambrosiana, la Fondazione Culturale San Fedele, Sesta Opera San Fedele e l’associazione “Mario Cuminetti” e che si è svolto all’interno del Carcere di San Vittore, in un continuo dialogo con la città


E’ stato un progetto davvero completo e arricchente, sia dal punto di vista degli interventi messi in campo, che sotto l’aspetto delle relazioni che si sono create tra tutti i soggetti coinvolti: gli enti partner, i detenuti, la Polizia penitenziaria, con cui c’è stato un ottimo rapporto e che ha sempre collaborato con interventi diretti a favore del progetto, i cittadini che hanno partecipato agli eventi, le realtà, come l’Associazione Italiana Biblioteche, le case editrici e l’Associazione Italiana Editori, che si sono interessate alle attività”, commenta Cecilia Trotto, operatrice della Casa della carità e referente del progetto per la Biblioteca del Confine.

Durato 18 mesi, a partire da febbraio 2014, "Biblioteche in rete a San Vittore" si è sviluppato principalmente lungo due linee di intervento. Da una parte è stato fatto un grande lavoro di costruzione di un vero e proprio sistema bibliotecario, con la revisione del patrimonio delle sette biblioteche del carcere, la riorganizzazione del catalogo e dell’approvvigionamento dei volumi. Dall’altra parte sono state realizzate una serie di attività culturali, con il fine di promuovere la lettura e di valorizzare il significato culturale e sociale delle biblioteche, a maggior ragione quelle di San Vittore, e con l’obiettivo di dare vita a un continuo scambio tra il carcere e l’esterno, mettendo in contatto e in dialogo mondi diversi, ma che comunque convivono nella stessa città.

In questo contesto si è inserita, per esempio, la sperimentazione all’interno della sezione penale del progetto “Società di lettura”: i giovani adulti reclusi, i ragazzi ospiti della Casa e gli studenti del liceo Volta hanno lavorato sul libro “Fulmine” di Lello Gurrado (Marcos y Marcos), sul quale sono stati costruiti un incontro pubblico, che si è svolto in Casa della Carità e che ha visto anche la partecipazione di un giovane detenuto, e la possibilità per alcuni ragazzi di entrare e conoscere la realtà di San Vittore e dialogare coi loro coetanei reclusi, oltre che con l’autore, presente in entrambe le occasioni.


Lello Gurrado incontra i ragazzi della Società di Lettura.
Lello Gurrado incontra i ragazzi della Società di Lettura.


“Forse abbiamo pensato ad un lavoro un po’ troppo complesso e articolato, ma l’aspetto positivo è quello di essere riusciti, nonostante le tantissime attività proposte e le difficoltà dovute alla realtà del carcere, a portarle tutte a termine, sempre pensando ai beneficiari”, dice ancora Cecilia che, a proposito dei detenuti che hanno partecipato ai laboratori aggiunge: “Alcuni di loro si avvicinavano alla lettura per la prima volta e ci hanno detto che d’ora in poi i libri li accompagneranno nel loro percorso di vita”.

Tutto il progetto è stato seguito dal regista Giovanni Giommi, il quale ha realizzato un documentario che racconta il lavoro fatto, dentro e fuori dal carcere. La sceneggiatura è stata costruita partendo da “Farenheit 451” di Ray Bradbury, uno dei testi su cui i detenuti hanno lavorato nel corso di alcuni laboratori previsti da “Biblioteche in rete a San Vittore”. Il trailer del documentario sarà presentato in occasione della prossima edizione di Bookcity Milano, e la proiezione sarà accompagnata da interventi, performance e testimonianze a cura di alcuni dei principali protagonisti dei 18 mesi di progetto: detenuti, operatori e volontari. 

“Ci sarebbe piaciuto anche avere più tempo per pianificare e promuovere insieme ai bibliotecari detenuti, dei quali abbiamo scoperto la grande competenza, attività studiate in base alle esigenze che loro ritenevano maggiormente sentite”. Quindi ora la speranza è che i risultati ottenuti non si disperdano e che queste azioni possano ripetersi anche in futuro, con la formazione permanente dei detenuti bibliotecari, a cui affiancare, in alcuni momenti, un bibliotecario che possa presidiare il lavoro fatto. E poi continuare con le attività culturali in ognuna delle sette biblioteche, per esempio proseguendo con la sperimentazione della Società di lettura, i laboratori di lettura ad alta voce, i seminari sul giallo.

“Biblioteche in rete a San Vittore” è un progetto sostenuto da Fondazione Cariplo

 
 

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