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L'Avvento alla Casa della carità

10 novembre 2016

Un messaggio del presidente della Casa don Virginio Colmegna per l'avvento ambrosiano che inizia domenica 13 novembre


Inizia l’Avvento, un momento dell’anno liturgico detto “forte”, perché ci impegna nell’attesa di una nascita; sono giorni nei quali non possiamo non cogliere segni di speranza, di futuro pur guardando ai fatti gravi che accadono nel mondo nel quale siamo. E’ davvero paradossale, ma questa attesa di un bimbo che nasce ci invita a prenderci cura dei sentimenti di tenerezza e misericordia, di compassione e condivisione-ascolto della sofferenza.

Questi sentimenti debbono entrare nella nostra carne, allontanando il rischio dell’indifferenza, di quella che papa Francesco chiama tristezza senza futuro. È sempre il papa a richiamare un volto di Chiesa ospedale da campo, Chiesa in uscita, abitata dai poveri, in cammino in un mondo fraterno senza frontiere. 

Ma come si fa a sentire sul serio questo sguardo, in un mondo così frantumato, in una chiesa a volte così lontana da questa visione? Dobbiamo rendere queste affermazioni tanto retoriche da infastidirci per la loro retorica? La durezza della povertà, il grido delle vittime, la devastazione dell’habitat umano ci lasciano spesso carichi di un senso di impotenza quasi rassegnata.

Eppure avvento è attesa di una nascita, di un bimbo nel grembo di una donna. Ecco perché mi sento di invocare e di vivere per una Chiesa grembo della misericordia di Dio. Il teologo gesuita C. Theobald, rileggendo le parole, i gesti e le continue insistenze di Francesco, nota come la mistica della fraternità è dal papa continuamente richiamata quale luogo dove ritrovare le relazioni nuove generate da Gesù, il bimbo che nasce dal grembo di una donna. Dobbiamo sentirci come una carovana solidale in pellegrinaggio, nella riscoperta del volto dell'altro, carovana ospitale. Noi siamo un solo pianeta, una sola umanità. Per arrivare alla convivenza pacifica, buona, solidale e giusta per tutti, dobbiamo far scorrere, far vivere e comunicare un sentimento profondo di fraternità, di dignità di ogni vita; e da qui, con lucidità e coraggio, ritrovare percorsi possibili. Vi è un Oltre in questo stare in cammino con l’attenzione e lo sguardo del samaritano.

Questo periodo di avvento deve consegnarci la gioia del gratuito, dell’attesa colma di speranza. La Chiesa è chiamata a generare speranza.

Siamo a conclusione dell'anno giubilare della misericordia. Ricordiamo che la parola misericordia, in ebraico hesed, significa benevolenza, amore fedele e gratuito, bontà. È l'amore viscerale e gratuito proprio della madre, come dicono i profeti Osea (11,8) e Isaia (49,15). 

Ecco perché propongo a me stesso e a voi in questo Avvento la cura dei sentimenti legati all'ascolto, per condividere i segni di speranza, condividere nella compassione, per vivere la gioia della gratuità. Non possiamo sciupare i sentimenti dell’umano e essere travolti dall’indifferenza che ci fa sentire come un rituale scontato la notizia dei morti nel Mediterraneo o sotto i bombardamenti e rassegnarci alla violenza barbara, al calvario di dolore vissuto. L'Avvento è quest'attesa di una nascita inaspettata, di questo Gesù che svela il volto del Padre mostrandone appunto la tenerezza, la compassione, la misericordia. È questo lo sguardo materno di Dio che ritroviamo anche in Giovanni (1,18), il quale utilizza proprio il termine kolpos, utero. Appunto nella metafora del parto si esprime la partecipazione compassionevole di Dio nella vicenda umana, si descrive il Suo cuore dinanzi al disagio della creatura, un cuore che si fa carico dell’indigenza, della povertà. 

L'Avvento celebra quest'attesa del bimbo che è nel grembo di Maria, accompagnato dallo sguardo amorevole dello sposo Giuseppe. Ecco perché in questo Avvento dobbiamo riscoprire sempre di più il volto della misericordia di Dio. Tutta la tradizione patristica racconta di una Chiesa come grembo, grembo fecondo. Anche la vasca battesimale è il simbolo di questa maternità.

Mai come in questo periodo sentiamo forte il bisogno di non smarrire l'urgenza di sentimenti di fraternità, di compassione, di condivisione pur in mezzo alle difficoltà, in mezzo alle tante indignazioni che ci sono e che quotidianamente incontriamo. È un avvento nel quale custodire i silenzi, gli sguardi, le storie per riconsegnare a Dio quest'attesa di una speranza che nasce nel grembo di questa donna. Dobbiamo condividere anche nella Casa della Carità il vissuto dell’ospitalità, diventare comunità, palestra di pace, di solidarietà, giustizia, accoglienza dell'altro, intercedendo nella preghiera per le vittime della violenza che sono legate a noi, che sono parte della nostra famiglia umana.

Dobbiamo mantenere questo sguardo, farlo crescere nel silenzio che allontana l’indifferenza e la passività; dobbiamo restare in ginocchio a pregare per attendere questa nascita che ci riconsegna la vita nuovamente generata.

Concludo lasciando risuonare le parole di papa Francesco: “non cadiamo nell’indifferenza che umilia, nell'abitudinarietà che anestetizza l'anima e impedisce di scoprire la novità, nel cinismo che distrugge. Apriamo i nostri occhi per guardare le miserie del mondo, le ferite di tanti fratelli e sorelle private della dignità, e sentiamoci provocati ad ascoltare il loro grido di aiuto.”

Ecco perché abbiamo bisogno di vivere un silenzio e un ascolto contemplativo, abbiamo bisogno di tempo di Carità appassionata. Buon Avvento! 

Don Virginio


PS. Per chi vive l’Avvento da cristiano credente invito a vivere intensamente e quotidianamente l’ascolto e la preghiera. A tutti rivolgo l’invito all’ascolto profondo per coltivare sentimenti di tenerezza e pace, avvertendo il brivido della poesia della vita.  E per questo condivido la poesia "Bambino" di Ada Merini:

Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia
legalo con l'intelligenza del cuore.

Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.

Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l'ordine delle cose.

Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell'acqua del sentimento.

Nella cappella della Casa della carità venerdì si terranno due momenti di preghiera durante l'Avvento:
venerdì 25 novembre ore 18.00
venerdì 9 dicembre ore 18.00

 
 

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