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Franco e la sua (giusta) battaglia per una Milano accessibile

17 dicembre 2015

A un anno dalla sua scomparsa, la Casa della carità ricorda Franco Bomprezzi

Un anno fa, il 18 dicembre, ci ha lasciato Franco, che sul suo profilo Twitter si descriveva così: “giornalista a rotelle, blogger e interista per passione”. Franco Bomprezzi è stato un amico della Casa della carità, un uomo capace in ogni occasione di mostrare il suo impegno politico e civile a fianco delle persone più deboli, protagonista di importanti battaglie a favore delle persone con disabilità.

E chissà cosa avrebbe detto, lui che per 62 anni ha vissuto su una sedia a rotelle e che si è battuto con forza contro ogni barriera materiale e immateriale, del riconoscimento della Commissione europea a Milano, premiata come la città che sta facendo di più per rendersi accessibile anche alle persone con disabilità e agli anziani?

Di sicuro, una parte del merito di una Milano finalmente più accessibile va anche a Franco e alla sua insistenza nel pungolare l’amministrazione cittadina perché promuovesse i diritti di tutti, compresi quelli dei tanti cittadini con disabilità per i quali è indispensabile una città impegnata a rimuovere ogni barriera architettonica e una città attenta ai loro problemi non episodicamente, ma in ogni occasione, in ogni dettaglio.

Ed è proprio da qui che parte, a un anno dalla sua scomparsa, il ricordo che dedica don Virginio Colmegna all’amico Bomprezzi,: “Franco chiederebbe di fare di più perché la sua Milano fosse ancora più accessibile e più sensibile, ne sono certo”.

“Chiederebbe - continua il presidente della Casa della carità - interventi per facilitare l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità oggi troppo scarso. Insisterebbe per avere adeguati interventi di sostegno che rendano accessibile a tutti una scuola che troppo spesso, invece, per carenza di personale o per scarsità di risorse resta sostanzialmente chiusa a chi ha una qualche forma di disabilità. Chiederebbe di bandire ogni pietismo e ogni soluzione elemosiniera, chiederebbe diritti e poi ancora diritti. E Franco sa che noi continueremo in ogni modo a portare avanti la sua battaglia”.

 
 

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