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Casa della Carità
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Istituzioni e associazioni, laiche e religiose, si ritrovino per dare risposte alle domande di solidarietà e inclusione della città

È la proposta che arcivescovo e sindaco hanno condiviso durante l'incontro "La carità al tempo delle paure", promosso dalla Casa della carità per il suo 16° anniversario

 

C'è ancora spazio per la solidarietà e l'inclusione in un momento in cui sembrano prevalere chiusure ed esclusione dei più deboli? Quale il ruolo della carità al tempo delle paure?

A dar risposta a questi interrogativi, nel suo 16° anniversario, la Casa della carità ha chiamato a rispondere i due garanti della Fondazione: l’arcivescovo di Milano Mario Delpini e il sindaco della città Giuseppe Sala, ai quali il presidente don Virginio Colmegna ha chiesto di "essere al fianco della Casa della carità, perché possa continuare a essere patrimonio della città e a dare ospitalità agli ultimi della fila". 

Arcivescovo e sindaco non hanno eluso la domanda, ma hanno colto l'occasione per lanciare una proposta concreta: la Milano laica e religiosa, con le sue istituzioni e associazioni, si metta insieme per cercare risposte adeguate alle domande di solidarietà e inclusione che provengono dalla città e dai suoi abitanti.


Don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità

Don Colmegna: "Fenomeni complessi richiedono una profonda unità di intenti"

“Molto è cambiato in questi anni nel contesto economico, sociale, politico e culturale - ha esordito don Colmegna nel suo intervento - ma il cammino di Casa della carità si è sempre intrecciato con la continua ricerca di coesione sociale, di dialogo tra culture, partendo dall’ospitalità verso gli ultimi della fila”.

E ha aggiunto: “Siamo di fronte a fenomeni complessi che richiederebbero una profonda unità di intenti per prevenire e contrastare marginalità e abbandoni sociali che non possono essere affrontati con slogan e semplificazioni e che spesso ricorrono alla ricerca di capri espiatori, a cominciare dai più fragili e dallo straniero. La realtà che viviamo è estremamente complessa e richiede capacità di analisi, sperimentazione, confronti, competenze e saperi che necessitano anche di coraggio culturale”.

 

L'arcivescovo di Milano Mario Delpini

Delpini: "Incontriamoci tutti insieme per individuare priorità ed emergenze"

“La paura è un sentimento spontaneo come tutti i sentimenti, o si decide di reagire esprimendo un giudizio, una valutazione, e quindi orientando e controllando quali fondamenti ha la paura e come può essere vinta; oppure ci si lascia trascinare dalla paura – ha detto l’arcivescovo Mario Delpini - Io credo che in questo momento, come in tutti i momenti della storia, la paura è del tutto comprensibile, il problema è vedere come la si gestisce”.

E per provare a farlo, l’arcivescovo si è fatto portavoce di una proposta concreta per tutta la città: “Incontriamoci tutti insieme, istituzioni, Chiesa, associazioni per vedere quali sono le emergenze e le priorità da condividere. È importante avere una visione d’insieme. Poi ognuno va a casa sua e decide come fare. La Chiesa lo chiama Sinodo, ma si può trovare un altro nome”, ha concluso mons. Delpini.

 

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala

Sala: "È giusto chiamare a raccolta i costruttori del bene della città"

“Sono d’accordo; troveremo un modo di definirlo, ma è un giusto richiamo perché bisogna costruire un’alleanza di chi fa del bene. Misurare come cambieranno i bisogni, ci aiuterà a dire di cosa abbiamo bisogno”, gli ha fatto eco il sindaco Sala che ha rilanciato: “Mi prendo l’impegno di individuare una formula per chiamare a raccolta tutti i costruttori del bene della città, perché sono convinto che non si possono fare le cose da soli", ha fatto eco il sindaco.

E sul tema delle paure ha aggiunto: "Non bisogna svilirle, ma nemmeno lasciarsi sopraffare. Bisogna affrontarle non seguendo il consenso, ma facendo le cose con senso".

 
 

 
 

[Foto di Matteo Cogliati]

 
 

Il presidente della fondazione

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