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A Bruzzano riparte l’ospitalità gratuita dei profughi

22 luglio 2016

Dopo le esperienze positive degli scorsi anni, si rinnova la collaborazione della Casa della carità con le parrocchie milanesi. Dal 22 luglio a fine agosto, l’oratorio della Beata Vergine Assunta mette a disposizione 90 posti di accoglienza senza fondi pubblici

 
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Come ad Affori nel 2014 e come a Bruzzano nel 2015. Anche quest’estate, la Casa della carità rinnova la sua collaborazione con una parrocchia cittadina per accogliere i profughi che arrivano a Milano. Lo fa ritornando a Bruzzano, nei locali dell’oratorio San Luigi della parrocchia Beata Vergine Assunta, dove l’anno scorso sono state ospitate 351 persone grazie al prezioso contributo di oltre 130 volontari. E lo fa inserendo questo progetto di accoglienza all’interno delle iniziative estive della Fondazione, dedicate agli anziani del Municipio 2, agli abitanti delle case popolari e a tutte quelle persone per le quali l’estate non è sinonimo di vacanze, ma di solitudine.

“Quello di Bruzzano è un territorio che, con la sua società civile, i cittadini, il volontariato, i suoi spazi e le attività locali, ha scelto di impegnarsi e di vivere l’estate nel segno dell’accoglienza. È una piccola esperienza, che però dà un segnale a tutta la città: l’ospitalità non è una fatica o un’imposizione, ma diventa una risorsa anche culturale”, spiega don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione, commentando la decisione di far partire, anche quest’anno, il progetto d’accoglienza gratuita e non convenzionata.

“Come Casa della carità ci mettiamo al servizio della Parrocchia di Bruzzano con i nostri operatori, per fornire supporto, ma anche assistenza legale e sanitaria. Crediamo infatti che le persone che arriveranno abbiano diritto a un’accoglienza dignitosa e di qualità. Non lo facciamo per bontà, ma per il senso di responsabilità che, da cittadini, sentiamo di avere di fronte all'ennesima situazione di emergenza, per altro ampiamente prevedibile”, aggiunge.

Fino alla fine di agosto, i locali messi a disposizione dalla parrocchia ospiteranno fino a un massimo di 90 persone al giorno che, dal loro arrivo e per tutta la durata dell’accoglienza, saranno costantemente seguite da operatori sociali, mediatori culturali e medici della Fondazione, insieme ai preziosi volontari che, ancora una volta numerosissimi, si sono mobilitati da Bruzzano e da altre parrocchie vicine: ad oggi sono già 80 le persone che si sono dette disponibili alle quali si aggiungeranno una ventina di volontari dell’Associazione Articolo 21.

I profughi ospiti, i volontari e gli operatori della Casa a Bruzzano, in un'immagine di gruppo del 2015
 

“Uno degli aspetti più interessanti del replicare questo progetto - spiega Fiorenzo De Molli, direttore operativo di ospitalità e accoglienza - è il fatto che, dopo l’esperienza dello scorso anno, i volontari della parrocchia hanno condiviso con altre realtà quanto fatto, stimolando l’arrivo di nuovi volontari. Non solo. Le stesse persone che avevano accolto i profughi in estate, nel corso dell’anno, si sono impegnate in altre attività di volontariato sul territorio rivolte non solo ai profughi ma anche ad altre persone in difficoltà, in quello spirito di servizio, condivisione e cittadinanza responsabile che è alla base di questa iniziativa”.

I primi accolti sono stati 20 profughi provenienti da Eritrea, Somalia ed Etiopia che, dall’8 luglio, erano ospitati al Centro Ambrosiano di Solidarietà all’interno di un progetto comune con la Casa della carità. Altre persone si aggiungeranno nelle prossime ore e nei giorni successivi: tutte saranno inviate a Bruzzano dall’hub di via Sammartini, in accordo con il Comune di Milano. Il progetto non prevede alcuna convenzione e nessuno stanziamento di fondi pubblici. Tutti i costi verranno sostenuti dalla Fondazione nello spirito di gratuità che, per volere del Cardinal Martini, è uno dei valori fondanti della Casa della carità.

Per far fronte ai costi dell’accoglienza dei profughi a Bruzzano, Casa della carità, anche quest’anno, conta sul sostegno di tutti i suoi donatori, dei cittadini milanesi e delle aziende che possono contribuire  in tanti modi, come ha già fatto Milano Ristorazione che si è impegnata, come lo scorso anno, a fornire i pasti giornalieri.



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Il presidente della fondazione

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