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Accoglienza profughi: l'esperienza di Affori

8 settembre 2014

Con la prima settimana di settembre, il progetto con la parrocchia dell'Annunciazione si è concluso. Ora siriani ed eritrei sono tornati all'auditorium della Casa della carità

Sono stati più di 800 i profughi, in fuga dalla Siria e dall'Eritrea, ospitati da fine luglio alla prima settimana di settembre nei locali della parrocchia dell’Annunciazione ad Affori.

A chiedere la disponibilità della parrocchia all’accoglienza era stato l’assessore alla sicurezza di Milano, Marco Granelli, amico di vecchia data di don Vittorio Marelli, coadiutore del parroco don Maurizio Lucchina, in uno dei momenti di maggior emergenza per l’arrivo a Milano di centinaia di profughi. Immediata la risposta di don Vittorio: “Con un pizzico di incoscienza ma sollecitato dal Vangelo ho risposto subito di sì. Non ho fatto nessun tipo di calcolo perché l’amore non fa calcoli e non detta condizioni”. E così, dopo pochi giorni, è iniziata l'accoglienza in collaborazione con la nostra Fondazione e in convenzione con il Comune.

Da martedì 22 luglio di uomini, donne e bambini ne sono passati molti nella grande palestra sotto la chiesa dove sono state allineate una novantina di brandine. Siriani, palestinesi, eritrei, esausti all’arrivo dopo il lungo viaggio ma riconoscenti e rassicurati di fronte alla mobilitazione di tanti volontari, molti parrocchiani, altri mobilitati dal Decanato, pronti a rinunciare alle vacanze pur di far qualcosa per servire la colazione, il pranzo, la cena, per pulire i bagni e le docce.

A fianco a questi volontari gli operatori di Casa della carità che hanno messo a disposizione le loro competenze insieme ad alcuni detenuti dell’associazione Articolo 21 volontari presso la Fondazione di via Brambilla.


Per don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione, la collaborazione tra la Casa della carità e la parrocchia dell’Annunciazione “è un segnale di apertura molto positivo che ci ha consentito di offrire un’ospitalità migliore ai profughi mentre per la nostra Fondazione è cruciale portare i temi della carità al di fuori della mura della nostra Casa”.

“E’ stata un’esperienza importante, per tutti è stato un impatto forte con la sofferenza generata dalla guerra”: questo il giudizio comune dei volontari e dei parrocchiani coinvolti in questo agosto d’accoglienza. E di fronte all’ospitalità di una parrocchia cristiana per tante persone di fede diversa, sottolineando la totale assenza di problemi, don Vittorio si emoziona ricordando come, pur essendo mussulmani, molti prima di andarsene gli chiedevano di benedirli perché, dicevano: “Dio è uno”.

Venerdì 5 settembre, tra saluti e qualche lacrima, l'accoglienza nella parrocchia via Scialoia 5 si è conclusa per consentire la necessaria ripresa delle attività dell'oratorio. I profughi ospitati all'Annunciazione sono quindi stati trasferiti nell'auditorium della
Casa della carità che, già negli scorsi mesi, aveva aperto le sue porte a famiglie e giovani siriani.

Il legame con Affori però non si è spezzato e già lunedì alcuni dei più giovani tra i volontari dell'Annunciazione sono arrivati in via Brambilla per continuare a dare il loro aiuto. 

[sopra, il servizio di TV2000 dedicato al progetto di accoglienza alla parrocchia dell'Annunciazione di Affori]

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